Bolt: «200 sotto i 19” ma per me saranno le ultime Olimpiadi»
Il campione giamaicano parla anche della lotta al doping «Stiamo estirpando l’erba cattiva, sport presto sarà pulito»
«Venite a vedermi perché farò la storia, voglio scendere sotto i 19 secondi. Lo so, sarà un traguardo difficile da raggiungere ma questo ho nella mia mente. Doping? Lo sport sarà pulito tra pochi anni».
Parola di Usain Bolt. L’uomo più veloce del mondo, in uno evento tutto carioca tra samba, selfie e frizzanti ballerine cariocas, non si esime dal suo show caratterizzato dal suo celebre gesto di esultanza (il braccio sinistro al cielo), ma nel frattempo scalda i motori. L’incontro con la stampa straniera, alla quale era invitata anche una parte di quella italiana, si è tenuta alla Cidade Das Artes a Barra da Tijuca ad una ventina di minuti dal Parco Olimpico.
Il “fulmine” giamaicano anche a Rio lo vedremo impegnato su tre fronti. Inizierà dai 100 metri, dove detiene il record del mondo con 9”58, proseguirà sui 200, dove punterà a sbriciolare il 19”19 e diventare il primo uomo al mondo a scendere sotto il muro dei 19”, e chiuderà con la 4x100. Nella sua bacheca già sei ori olimpici, a Rio arrivare a nove non sarà poi così impossibile. Usain si presenta in polo gialla, pantaloni e scarpe nere. È sereno, tranquillo, pacato e disponibile. Si è concesso solo questo incontro pubblico perché vuole restare concentrato. La vigilia la trascorre spesso in camera. Si fa portare il cibo in stanza e, per seguire le altre gare che gli interessano, ha acquistato un televisore, successivamente installato nell’appartamento di Asafa Powell.
Questo particolare “shopping” si è reso necessario perché nella struttura che ospita gli atleti non ci sono televisori nelle camere ma soltanto in sale comuni dove il 29enne caraibico subirebbe l’assalto degli ammiratori («al villaggio devo correre anche più veloce dei miei fans !», ha detto).
Lei ha vinto tutto, è l’uomo più veloce del mondo, che obiettivo si è prefissato per questi Giochi?
«Voglio davvero il record sui 200, voglio correre sotto i 19 secondi. Sono più nervoso per i 200 che per qualsiasi altra gara. Nei 100 so quali sono i miei punti di forza e quelli deboli, ma nei 200 sono sempre nervoso, dalle batterie fino alla finale».
È in condizione di poterlo fare?
«Per me non è stata una grande stagione ma adesso sono molto in forma. Non perderò uno di questi ori, sono qui per vincere ed è un obiettivo alla mia portata».
Lei ha 29 anni, la rivedremo anche a Tokyo 2020?
«Il mio allenatore Glenn Mills mi ricorda spesso che più si invecchia e più bisogna lavorare duro. Posso dire che questi saranno i miei ultimi Giochi, so che questo non farà felici molte persone ma confermo che saranno le mie ultime – rivela Bolt – Ci ho pensato molto e credo che sia il momento giusto per farlo. Questi non mi sembrano argomenti attuali, sono a Rio come atleta al 100%».
Mister Bolt, cosa pensa del doping?
«Nella vita nulla è garantito ma sono certo che le finali di Rio saranno libere dal doping. È una cosa di cui devono occuparsi Wada e Cio, il mio compito è gareggiare ed entusiasmare il pubblico. Penso però che lo sport stia andando nella direzione giusta, stiamo estirpando l’erba cattiva. Bisogna superare i momenti bui per arrivare a quelli belli, credo che fra pochi anni ci sarà uno sport pulito».
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