Bonucci: Italia anno zero, peggio di dodici mesi fa

13 Ottobre 2018

Domani in Polonia, il difensore: «Col nuovo presidente Figc serve la svolta» Il ct Mancini pronto a confermare la formazione che ha pareggiato con l’Ucraina

FIRENZE. In Nations League contro la Polonia con la stessa squadra che ha pareggiato in amichevole con l’Ucraina mercoledì sera a Genova: è una delle possibilità che sta valutando il ct dell’Italia Roberto Mancini, come emerge dall’allenamento a porte chiuse che si è svolto ieri pomeriggio a Coverciano. Era l’ultima seduta prima della partenza per Katowice, prevista per questa mattina.
Dopo il ko di ieri dei polacchi in casa col Portogallo, la partita di domani (20.45 su Rai 1) è decisiva per entrambe le nazionali, condannate a non perdere per non essere retrocesse. Mancini tiene aperte più strade, compresa quella che contempla l’impiego di una prima punta di ruolo quale Ciro Immobile, ma è forte la tentazione di confermare il cosiddetto “tridente leggero” tutto qualità, talento e velocità, formato da Bernardeschi, Insigne e Chiesa.
L’ultima rifinitura in programma servirà a schiarirsi definitivamente le idee e fare le scelte, compresa quella che potrebbe riguardare il reparto difensivo, e in particolare la fascia sinistra con il ballottaggio tra Biraghi e Criscito, anche se l’esterno viola, titolare con l’Ucraina, è stato testato anche ieri nel potenziale undici titolare di cui fa parte pure Barella, una delle note più positive della gara pareggiata a Genova. A centrocampo però Mancini ha abbondanza di scelta potendo contare, fra gli altri, anche su uno scalpitante Pellegrini.
A parlare ieri a Coverciano è stato Leonardo Bonucci, vicecapitano con 82 presenze in azzurro: «Con la Polonia è una gara difficile, quasi da dentro o fuori, e noi siamo obbligati a vincerla», ha detto Bonucci, «retrocedere comprometterebbe molte situazioni come gli Europei 2020 e il prossimo Mondiale. Con l’Ucraina si è vista un’Italia diversa, propositiva: sono fiducioso per domenica e il futuro».
Per il difensore della Juventus «vincere fa lavorare meglio, ma per riuscirci bisogna fare male agli avversari nei 20 metri. Mercoledì siamo stati belli ma non basta, bisogna anche essere cinici, avere più concretezza e personalità», ha continuato Bonucci, sposando la soluzione del “tridente leggero” di Genova: «Non dà punti di riferimento ai difensori avversari, è stato un esperimento positivo che, sono certo, Mancini riproporrà. Rispetto alla gara di andata dobbiamo migliorare la fase tecnica», ha detto ancora il vicecapitano, «abbiamo concesso errori che hanno permesso agli avversari di ripartire come prediligono. Dovremo fare molta attenzione e non concedere spazi a Zielinski, Lewandowski, Piatek, Milik.
Bonucci ha espresso fiducia per le potenzialità dei giovani che iniziano ad affacciarsi in Nazionale, nonostante i mali ancora colpevolmente irrisolti del calcio italiano, sui quali ha puntualizzato: «Un anno fa eravamo al punto zero e nulla è cambiato, anzi le cose sono peggiorate», ha affermato, «mi auguro che con l’elezione del nuovo presidente federale si attuino riforme limpide e regole ferree come meritano questo Paese, i tifosi e noi giocatori».