Borja più Perisic L’Inter passa a Verona e torna seconda

Nel posticipo la squadra di Spalletti piega i rivali scaligeri 29 punti in 11 gare nell’era dei tre punti: è record nerazzurro
VERONA. Un gran destro dal limite di Peresic toglie d'imbarazzo l'Inter che passa con il fiatone al Bentegodi. L'Inter vince con la sua attuale capacità migliore: quella di capitalizzare al massimo gli episodi della partita. Un successo che riporta gli uomini di Spalletti a ridosso del Napoli, tre punti conquistati con l'anima operaia, senza brillare, soffrendo e lottando sino allo scadere. E se si vince in una serata in cui non si gioca al meglio questa è sicuramente una notizia che deve far preoccupare gli avversari. Perché l'Inter si trova di fronte il miglior Verona della stagione, una squadra viva e battagliera nonostante la posizione di classifica. Anche se ad onor del vero a riportare a galla la formazione gialloblu ci pensa un'entrataccia senza senso di Handanovic su Cerci che “costringe” Gavillucci a chiamare in causa il Var e a tornare sui suoi passi per fischiare un rigore agli scaligeri.
Primi 45' al Bentegodi che si chiudono con l'Inter in vantaggio. Gara equilibrata per mezzora con poche occasioni per entrambe le formazioni e alla pressione nerazzurra, l'Hellas non resta a guardare, provando ad impensierire gli avversari in ripartenza. In avvio palla gol per Cerci, ma l'attaccante gialloblù viene «murato» proprio sul più bello da Miranda. Risponde Icardi ma il suo tiro, sepppur da buona posizione è sbilenco. Al 36' il gol dei nerazzurri che spezza gli equilibri: Candreva dalla destra pennella un cross perfetto (scavalcati Heurtaux e Caracciolo) per Borja Valero che da due passi fulmina Nicolas. Nella ripresa è un Verona più propositivo che arriva al pari per un errore evidente dell'Inter. La difesa ospite sbaglia un disimpegno, il pallone schizza verso Cerci abbattuto da un'uscita sconsiderata di Handanovic. Gavillucci ricorre al Var e decreta il penalty. Pecchia toglie Kean per far spazio a Pazzini che trasforma il 21 rigore della sua carriera su 22 tentativi, alla faccia del fatto che l'unico errore l'aveva compiuto proprio davanti ad Handanovic. L'Inter ha una grande reazione e in otto minuti trova il pari. Angolo di Candreva respinta corta della difesa gialloblu, palla che arriva sul destro di Peresic che inchioda Nicolas. Il Verona prova a rioganizzarsi, ma non ha più la forza per fare male all'Inter che con la vittoria in riva all'Adige tocca quota 29 punti in 11 giornate: miglior risultato di sempre con i tre punti.
Spalletti soddisfatto. «Eravamo abituati a qualcosa di differente», il commento di Luciano Spalletti a fine gara, «il fatto che i ragazzi abbiano cercato di forzare la giocata è un atto di coraggio, significa che credono in quello che fanno. Complessivamente la squadra ha fatto una buonissima partita, sotto tutti gli aspetti, anche se ogni tanto giochiamo un po’ lentamente. Abbiamo sempre cercato di fare la cosa giusta: siamo passati dal buttarla spesso lunga sulle punte al giocarla da dietro anche con il portiere. A volte», prosegue l’allenatore dell’Inter, «facciamo confusione nelle vie di mezzo, ma la vittoria è comunque meritata. Essere, nelle prime 11 partite, la migliore Inter dell’era dei tre punti, come dite voi meglio di Mourinho e Mancini, non mi fa alcun effetto: dobbiamo andare in fondo al tunnel, un tunnel lungo fino a giugno, quindi non si parla di scudetto. Le squadre sono tutte lì e qualcuna rientrerà, come il Milan. Allo stesso tempo molte altre stanno correndo forte: è difficile fare pronostici adesso. Icardi fuori dal gioco? Si va a considerare la sua gara solo in base ai gol che fa», conclude Spalletti, «ma per me ha fatto bene: ha aiutato tanto la squadra, tornando indietro a sacrificarsi per il gruppo e questi aspetti fanno la differenza».
Claudio Massi

