Borrello ritirato, cambia la classifica

Proteste per la decisione del club sangrino di smantellare la squadra
PESCARA. Proprio un bel pasticcio. Il ritiro, da parte del Borrello, dal campionato di Eccellenza ha scatenato un mare di proteste, legate alla tempistica della decisione presa dal patron del club Gerardo Petrolla. Che avendo comunicato giovedì scorso, alla Federazione, le proprie intenzioni, ha di fatto determinato una vera e propria rivoluzione di classifica. Non ancora effettiva (lo sarà in settimana, dopo le decisioni del giudice sportivo), ma evitabile se solo si fosse posticipata di qualche giorno la rinuncia. Stando infatti a quanto disposto dal comma 3 dell'art. 53 delle NOIF (Norme Organizzative Interne Figc), "qualora una società si ritiri dal campionato o ne venga esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di andata, tutte le gare in precedenza disputate non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa". Situazione ben diversa da quella contenuta nel comma 4, che nel caso di ritiro durante il girone di ritorno prevede "che tutte le gare ancora da disputare siano considerate perse col punteggio di 0-3, in favore dell’altra società con la quale avrebbe dovuto disputare la gara fissata in calendario". Di qui il malcontento generale, soprattutto da parte di chi, avendo battuto il Borrello, si ritrova ora con 3 punti in meno in classifica. «Il regolamento parla chiaro», si limita ad osservare il presidente della Figc Abruzzo Daniele Ortolano, «e noi ad esso dobbiamo attenerci. Dispiace perché è la prima volta che accade una cosa del genere in Eccellenza, ma trovo eccessivo parlare di campionato falsato». Quanto al Borrello, ecco la spiegazione offerta dallo stesso Gerardo Petrolla: «Se avessi saputo le conseguenze di tutto ciò, avrei sicuramente aspettato qualche giorno. Purtroppo, per evitare un ulteriore esborso (la multa per la mancata presentazione in campo della squadra, ndc) ho preferito anticipare i tempi, ignorando che la cosa avrebbe rivoluzionato la classifica. Con l'esigenza di liberare in tempo utile tutti i tesserati, per dar loro la possibilità di sistemarsi altrove, e non avendo un settore giovanile alle spalle, avrei dovuto ripiegare sui giocatori in quota. Nessuno però di quelli contattati si è detto disposto ad affrontare, al minimo dei rimborsi spesa, quattro allenamenti settimanali». (s.d.c.)
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