Botte agli arbitri: stangate e ricorsi

Mano pesante su Cappelle sul Tavo e Sporting Altino, ma gli squalificati contestano le ricostruzioni dei direttori di gara
Giornata piena per il giudice sportivo regionale della Figc, costretto a comminare due sconfitte a tavolino ai danni di altrettante squadre di Seconda categoria, colpevoli di aver impedito la prosecuzione delle rispettive gare. Questo in base ai referti arbitrali, ambedue confutati però dalle parti chiamate in causa, decise, a quanto pare, a reagire.
L'episodio più grave, stando alla versione offerta dal direttore di gara, sarebbe avvenuto in occasione della sfida Cortino-Cappelle sul Tavo (girone D), sospesa al 28' st perché l'arbitro sarebbe stato minacciato, ingiuriato e colpito con un violento pugno sul volto dal massaggiatore del Cappelle Emanuele Falone, che avrebbe poi cercato di perseverare nell'aggressione anche dopo che lo stesso arbitro era stato accompagnato negli spogliatoi. Una condotta, la sua, punita col massimo della pena prevista dal regolamento, ovvero cinque anni di squalifica. «Quando ho letto la sentenza», la replica dello stesso Falone, «ed in particolare le motivazioni addotte dal direttore di gara, mi è caduto il mondo addosso. Ero pronto a pagare per il gesto fatto, per il quale mi sono prontamente scusato, con tutti i presenti e col diretto interessato. Ma si è trattato di una cosa ben diversa da quella riportata, nel senso che ho solo appoggiato le mie mani sul suo viso, essendomi innervosito perché alla mia richiesta, dopo il gol, di un piccolo time out per poter far dissetare i giocatori, mi ha risposto che dovevo stare zitto altrimenti mi avrebbe espulso, Ripeto», prosegue Falone, «ho sbagliato, ma non l'ho nè ingiuriato nè colpito, tant'è che a fine gara mi sono di nuovo scusato con lui e gli ho dato la mano, che lui mi ha stretto. Ecco perché non posso accettare di veder infangata la mia immagine, come sportivo e come uomo, e farò di tutto affinché sia ristabilita la verità, avvalendomi, in sede legale, della testimonianza delle tante persone presenti al momento, tra le quali il presidente del Cortino. Tra i primi a chiamarmi dopo la sentenza, per manifestarmi tutta la sua solidarietà».
Anche l'altro match, Sporting Altino-San Martino (girone E), ha dato adito a polemiche a non finire, dopo lo 0-3 comminato ai danni dei locali, ritenuti responsabili della sospensione del match (al 26' st), dovuta all'aggressione, fisica e verbale, perpetrata, ai danni dell'arbitro, dai calciatori locali Paolo Verratti e Sebastiano Scutti. Squalificati, rispettivamente, fino al 30 giugno ed al 31 ottobre prossimi. «Una versione fantasiosa e destituita di ogni fondamento», si legge nel comunicato dello Sporting Altino, «visto che nessuno dei nostri lo ha colpito nè ingiuriato, tant'è che, sollecitato da due persone qualificatesi quali osservatori Aia (ma non identificate, non avendo esse esibito alcun tesserino, malgrado fosse stato loro richiesto), aveva anche deciso di far riprendere il gioco, per poi decretare la sospensione definitiva a seguito del rifiuto, opposto dal San Martino (in vantaggio per 0-1, ndc), a rientrare in campo. E non essendo», conclude la nota, «questo il primo torto arbitrale subito, siamo fermamente intenzionati a valutare ogni azione possibile, sino all'extrema ratio di ritirare la squadra dal campionato».
Stefano De Cristofaro
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