Breda all’ ultimo appello: sì, mi sento in discussione

Trema la panchina del tecnico, ma il club lo conferma fino alla gara di Empoli
PESCARA. Sempre più giù. Sedici punti in ventuno partite. Statistiche da brividi e l’ultimo posto in classifica certifica che questo Pescara si candida per la retrocessione in serie C. Due allenatori, quasi 40 giocatori, che finora hanno vestito la maglia biancazzurra, e tanta confusione. La sconfitta di ieri ha di nuovo spalancato la porta della crisi e la panchina di Roberto Brescia è in bilico. Al momento l’allenatore resta, ma nelle prossime ore gli scenari potrebbero cambiare. La società ieri sera stava seriamente valutando il cambio, ma alla fine ha deciso di continuare con Breda che martedì dovrà vedersela con la capolista Empoli.
Il tecnico arrivato al posto di Oddo a fine novembre, dopo un prima fase convincente, anche ieri non è riuscito a scuotere il Delfino, che ha centrato la quarta sconfitta consecutiva. «Siamo entrati in campo spaventati», racconta al Centro l’allenatore del Pescara. «Quando giochi col freno a mano tirato, come è successo contro la Reggina, si fa molta fatica e, come si è visto, abbiamo subito tanto». Senza alibi, Breda, ammette che la sua posizione non è più solida: «Mi sento in discussione, certo. Se la squadra non fa i risultati è normale che anche l’allenatore sia il responsabile. Certe scelte non dipendono da me, ma dalla società. Io devo solo pensare a trovare soluzioni insieme ai giocatori».
Dopo la prestazione di ieri, servono soluzioni immediate: «Dobbiamo toglierci di dosso la paura. Questa squadra ha nellecorde qualcosa di diverso e l’abbiamo dimostrato. In questo momento diventa fondamentale trovare soluzioni immediate. Abbiamo dei problemi e dobbiamo mettere le basi in termini di solidità, equilibrio e cattiveria». Breda spiega così il blackout del Delfino contro la Reggina: «Era uno scontro diretto, invece di tirare fuori la cattiveria giusta, abbiamo subito l’avversario, senza fare niente di quello che abbiamo provato e che sappiamo fare».
Fanno discutere le scelte dell’allenatore, che ha tenuto fuori dall’undici titolare il playmaker Mirko Valdifiori e il trequartista Josè Machìn. «La Reggina, per come gioca, spesso va a marcare il mediano avversario e riparte. L’idea tattica era di usare un mediano (Omeonga, ndr) per marcare la loro mezza punta e liberare Rigoni, ma non ci siamo riusciti perchè il nostro gioco era troppo lento». Martedì sera si torna in campo contro la capolista Empoli. Sulla carta, il destino del Pescara è segnato: «Bisogna togliere la negatività, giocare con la mente sgombra ed allo stesso tempo cattiva. Dovremo fare punti con l’Empoli, sarà la prima contro l’ultima in classifica. Anche se giocheremo contro la prima in classifica, non partiamo già battuti e possiamo e dobbiamo fare punti. Dobbiamo tutti tirare fuori qualcosa in più. Non possiamo farci scivolare tutto addosso, ma essere arrabbiati».
Rabbia che il Pescara dovrà mettere in campo già martedì sera al Castellani di Empoli. Breda deve dare un segnale alla squadra, alla società e all’ambiente. Un risultato negativo, infatti, potrebbe far scendere il sipario sulla sua avventura in biancazzurro. Se dovesse saltare, non bisogna assolutamente scartare l’ipotesi di un possibile ingaggio di Cristian Bucchi, che ha iniziato la carriera da allenatore in riva all’Adriatico. Il tecnico marchigiano, infatti, ha prima allenato la Primavera biancazzurra e, poi, debuttato in serie A, nel marzo 2013, con la squadra già avviata verso la retrocessione in serie B.
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