Breda-Rossi, amici contro sfida amarcord in panchina

L’allenatore del Pescara e quello dell’Ascoli domani si incroceranno al debutto Tra di loro una lunga amicizia nata negli anni 90 ai tempi della Salernitana
PESCARA. Hanno vinto, insieme. Gioito e pianto. Hanno condiviso momenti bellissimi: uno da calciatore e, l’altro, da allenatore. Ascoli-Pescara non è solo una gara tra due squadre alla disperata ricerca di punti e con due allenatori esordienti nei rispettivi club, ma anche la sfida tra due amici, ovvero Delio Rossi, tecnico dei marchigiani, e Roberto Breda che ha preso in consegna il Delfino da qualche giorno, dopo il cambio in panchina. Il successore di Massimo Oddo debutterà domani (ore 21) ad Ascoli sfidando il suo vecchio mentore, Delio Rossi, che quattro giorni fa ha sostituito Valerio Bertotto alla guida dei bianconeri. I due si conoscono dal 1993, quando Breda, ex centrocampista, passò dalla Sampdoria alla Salernitana guidata dal tecnico riminese. Da allora non si sono mai persi di vista, tant’è che in estate trascorrono spesso le vacanze insieme con le famiglie nella casa di Rossi a Peschici. «Per me Delio è stato fondamentale quando ero calciatore, poi mi ha aperto le porte per diventare allenatore», le parole di Breda, «grazie a lui ho scelto di intraprendere la carriera in panchina. Sinceramente avrei preferito non incontrarlo all’esordio. Di sicuro non lo chiamerò prima del match», ha detto qualche giorno fa il 51enne allenatore del Pescara. A Salerno arriva nel 1993 con Delio Rossi, in C1, appena arrivato dalla Primavera del Foggia. Breda diventa il regista del 4-3-3 che infiamma la città. Dalla C1 alla A: sei anni di trionfi chiusi con la dolorosa retrocessione in B all’ultima giornata. Nasce tutto da Tenna, un paesino di 1000 anime in Trentino, dove la Salernitana degli anni 90 va in ritiro estivo. Lì tra i due nasce un rapporto fortissimo, che va oltre il rettangolo verde. «Breda è stato un mio giocatore e devo dire che non tutti i calciatori sono uguali: quando alleni ci sono delle gerarchie, l’amicizia si instaura nel momento in cui c’è un rapporto di parità. Lui era ed è un giocatore intelligente e sono contento che parli bene di me e lo ringrazio», ha raccontato ieri Delio Rossi durante la conferenza stampa di presentazione. «Chi mi conosce sa che sono un po’ orso, ho un brutto rapporto con tecnologia e telefono. Dato che alleno da qualche anno ho conosciuto tanti dirigenti e calciatori, avrò 500 contatti sulla rubrica, ma ho solo 5-6 numeri di calciatori, non sono uno che chiama alle ricorrenze, a Natale e a Pasqua. Roberto è stato mio calciatore», dice il 60enne allenatore romagnolo, raccontando il forte legame che c’è tra i due. «Sono legato a lui. Ora sicuramente sarà un allenatore intelligente e se in questi giorni ha parlato bene di me mi fa piacere e lo ringrazio per questo». Breda si ispira tanto al suo mentore, specie per quanto riguarda l’intensità e la preparazione atletica, ed è bravo a sfruttare l’intelligenza per capire come rimettere in sesto il gruppo che prende in mano. Spesso si affida al 3-5-2, invece Rossi predilige il 4-3-3. Il tecnico dell’Ascoli, inoltre, è legato al Delfino visto che lo ha allenato per due stagioni in serie B (1996-1997 e 2000-2001). «Sono rimasto legato a tutte le squadre che ho allenato e quindi anche al Pescara. Ho allenato a Lecce, Bergamo, Palermo, Firenze, Roma: a uno con la mia carriera capita quasi sempre di essere l’ex di turno». I due prima della partita non si sentiranno, ma è facile immaginare, che, da buoni amici, già a ridosso di Natale lo faranno per scambiarsi gli auguri, dato che le rispettive mogli e famiglie sono molto legate.
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