Brocco e Bolami: «Il campionato va terminato»

Coronavirus, i presidenti si schierano. Di Giovanni: o si riprende o niente promozioni e retrocessioni
CHIETI. La serie D è ferma fino al 3 aprile. Poi cosa succederà? Non c’è una risposta certa. Si naviga a vista in attesa di capire come si svilupperà l’epidemia coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’Italia e ha portato alla sospensione di tutti i campionati. Le ipotesi al vaglio sono tante. Si potrebbe tornare in campo il 5 aprile (improbabile) oppure dopo Pasqua, il 26. In questo senso, la proposta della Lega sarebbe quella di giocare ogni domenica e mercoledì fino al completamento della stagione che slitterebbe al 21 giugno, data presa in considerazione per l’eventuale fine del campionato. Visto l’aumento dei contagiati e considerando che gli esperti sostengono che il picco dell’epidemia debba ancora arrivare, però, ad oggi è difficile pensare che si possa tornare a giocare. Pertanto, non si esclude nessuna ipotesi, nemmeno quella più drastica: l’interruzione del campionato, tenendo conto delle classifiche fino al momento della sospensione. Sarebbero promosse in C le prime (sarebbe beffato il Notaresco), discorso analogo per le retrocessioni (Chieti e Avezzano sarebbero retrocesse). Intanto, i presidenti delle società abruzzesi - tutte ancora in corsa per i rispettivi obiettivi a 8 giornate dalla fine - si schierano tra favorevoli e contrari all’annullamento della stagione.
Franco Bolami (Vastese). «Ora è giusto fermarsi, per me andava fatto anche prima. Ma la stagione sportiva non può morire così. Ci sono società che hanno fatto tanti sacrifici. Dobbiamo considerare questo stop come se fosse una pausa di Natale e poi prolungare il campionato anche di due mesi, arrivando a giocare a giugno se necessario. Ma lo sport è vita, deve andare avanti. Ora, comunque, la priorità è far passare questo brutto momento. Voglio fare i complimenti ai medici e agli infermieri per il loro lavoro. Ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani».
Salvatore Di Giovanni (SN Notaresco). «Dobbiamo aspettare l’evolversi di questo virus. Prima di 20 giorni non penso si possano fare previsioni. Per me le strade da seguire sono due. Se supereremo questa emergenza, penso che i primi di maggio si possa riprendere il campionato e portarlo a termine. In caso contrario, se le cose dovessero peggiorare, bisognerebbe annullare tutto senza determinare promozioni e retrocessioni».
Gianni Paris (Avezzano). «Chiedo l’annullamento dei campionati. Dobbiamo tutelare la salute dei nostri tesserati e delle loro famiglie. Bisogna ripartire da zero nella prossima stagione, senza determinare promozioni e retrocessioni. Da presidente dell’Avezzano spero che la mia richiesta, condivisa da molti miei colleghi, venga presa in considerazione».
Luciano Bartolini (Giulianova). «Non possiamo mettere a rischio la salute dei giocatori. Abbiamo sospeso gli allenamenti e, per riprendere il campionato, le squadre dovrebbero avere almeno tre settimane di tempo per riprendere la forma. Io ad oggi non credo che si possa tornare a giocare. Ci sono cose più importanti a cui pensare. Sospenderei tutto, determinando promozioni e retrocessioni in base ai distacchi. Oppure si fanno salire solo le prime di ogni campionato e il prossimo anno si fa un girone a più squadre».
Silvio Brocco (Pineto). «Bisogna affrontare questa emergenza senza paura. La medicina sta facendo passi avanti, curando i pazienti positivi al virus anche con farmaci antinfiammatori. Dobbiamo limitare il contagio e aspettare. L’attività sportiva deve riprendere, così come la vita. Sono sicuro che torneremo presto alla normalità e il campionato verrà portato a termine, con turni infrasettimanali e magari giocando anche a giugno. Dobbiamo avere fiducia».
Antonio Mergiotti (Chieti). «Ora dobbiamo pensare alla salute. Se si dovesse tornare in campo, andrà fatto nel massimo della sicurezza perché di certo non metterò a rischio i miei giocatori. Vediamo cosa succederà».
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