Brosco non molla la serie B «Pescara, usiamo la testa»
Il capitano all’assalto del Pontedera: «Massima attenzione, siamo forti»
PESCARA . Per una squadra che vanta il quartultimo posto nella speciale classifica dei gol subiti (55, a braccetto con il Sestri Levante) del girone B, l’arrivo dei play off - martedì alle 20,30 primo turno in casa contro il Pontedera - non può non far scattare la massima allerta. Agli spareggi per la serie B la prima certezza dev’essere la solidità della fase difensiva. Al bando le leggerezze viste durante la regular season: il Pescara di Cascione dovrà mostrare la sua ultima versione (ad eccezione dello scivolone contro l’Ancona) compatta e arcigna, magari meno bella da vedere, ma capace di non regalare nulla agli avversari e raccogliere il massimo dalle fiammate dei suoi attaccanti, Merola in primis.
La carica del capitano. Titolarissimo e sempre al centro di questo Delfino, il capitano 33enne Riccardo Brosco è il primo a predicare attenzione fin dal primo turno degli spareggi. L’approccio sarà fondamentale: «Dobbiamo ragionare partita dopo partita, e pensare oggi solo alla prima. Nelle partite secche si deve fare così. Conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti, sappiamo di poter dare fastidio a tutti. Il Pontedera? Non ci fidiamo delle due vittorie in campionato, nei play-off tutti ti affrontano in modo diverso. Dovremo farlo anche noi, entrando in campo pronti a tutto, cattivi e dando il massimo». I toscani non hanno fatto molto meglio in quanto a tenuta della difesa: solo un gol in meno subito rispetto ai biancazzurri (54). Otto ne ha incassati nelle ultime sei partite, dall'1-0 subito all'Adriatico nel giorno del debutto di Cascione, in poi.
Mina vagante. Nello stesso periodo, con il nuovo allenatore, il Pescara ne ha subiti la metà (4). «Siamo una squadra che se gioca in un certo modo può dare fastidio a tutti. Con Cascione sono arrivate solidità, tranquillità e carica. Non sembra, ma è un trascinatore e ci sta trasmettendo tanta carica per questa partita. Emmanuel era mio compagno di squadra, era un allenatore in campo anni fa: dava già le direttive giuste, ora con l’esperienza e lo studio si vede che è un tecnico destinato a fare strada», ha detto ancora capitan Brosco. Il difensore cresciuto nella Roma, classe 1991, ha ormai esperienza da vendere per istruire i compagni più giovani in vista di queste partite ad alta tensione. «Cosa cambia rispetto a prima? L’adrenalina di queste partite è sempre unica, sono davvero diverse da quelle del campionato. Spero che l’Adriatico stavolta sia una bolgia, che entreremo in campo avvelenati e che in ogni contrasto ognuno di noi dia tutto. Solo così si vincono queste partite». L'ambiente sogna un'impresa simile a quella dell'anno scorso, con il Pescara fermato ad un passo dalla finale nell'incredibile semifinale casalinga contro il Foggia.
Assalto alla B. Partendo da sesti in classifica, Brosco e compagni dovrebbero compiere un'autentica impresa: «Arrivare in fondo? I play off sono talmente imprevedibili che non si possono fare mai pronostici. Io spero di fare molta strada, ma bisogna viverli step by step, un turno alla volta. Tutto dipende da noi, e da come interpreteremo subito la prima partita». Mentre si comincia a parlare di mercato, rinnovi e addii, il capitano del Pescara è sempre al centro del villaggio: il suo contratto scade nel 2026 e non ha nessuna intenzione di lasciare Pescara prima di aver compiuto la sua missione. «Il futuro? Per me è qui, sono sceso di categoria per sposare la causa di questa società e per cercare in tutti i modi di riportare questa piazza almeno in serie B. Sarebbe il minimo per Pescara essere stabilmente in B, forse meriterebbe anche di stare più in alto».
Orlando D’Angelo
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