Brugman, da incognita a punto fermo del Pescara

In estate la società ha cercato un elemento più potente per il ruolo di play maker ma l’uruguaiano, grazie ai consigli di Oddo, è diventato un pilastro del centrocampo
PESCARA. Bella sensazione sovvertire i pronostici. Da quando è rientrato al Pescara dopo un anno di prestito al Palermo, Gaston Brugman è stato messo sotto esame. La sua posizione è stata in bilico già dai primi giorni di ritiro. Sul piano tecnico le sue doti non sono mai state messe in discussione. Più che altro, i dubbi riguardavano la sua struttura fisica. Questo il motivo che ha spinto i dirigenti a sondare molti calciatori (Crisetig, Tachtsidis, Gazzi e via discorrendo) con maggiore potenza per coprire a dovere quel ruolo. In quei giorni il 24enne uruguaiano ha continuato a lavorare in silenzio, tappandosi occhi e orecchie, seguendo semplicemente i consigli del suo allenatore.
Secondo alcuni, era troppo leggero per occupare un posto chiave nello scacchiere di Massimo Oddo. Invece, il giovane di Rosario ha convinto tutti nelle prime tre partite. Addirittura, nell’ultima sfida contro l’Inter ha battuto anche la concorrenza di Alberto Aquilani, il calciatore scelto per completare il mosaico a centrocampo. «Quando è arrivato Aquilani non ho pensato di perdere il posto», afferma Brugman, «conosciamo tutti la sua straordinaria carriera, però qui conta soltanto il lavoro che si fa durante la settimana. Oddo non guarda i nomi, le sue scelte dipendono soltanto dagli allenamenti. Come me, Alberto può agire in varie posizioni ed è per questo che non mi sento un suo rivale. Anzi, la sua presenza e quella di tanti altri compagni funge da stimolo per tutti. Più concorrenza c’è, più aumentano la qualità e l’intensità delle sedute, perché ognuno ha il desiderio di conquistarsi la maglia da titolare».
Negli ultimi mesi Brugman è cresciuto molto. Ora riesce non solo a dare qualità alla manovra, ma anche a leggere bene le situazioni in fase di non possesso palla. Insomma, la mano di Oddo si vede eccome. Nella stagione 2014-15, Gas incrociò il tecnico pescarese solo per disputare i play off, persi nella finalissima contro il Bologna. «Mi sembra diverso rispetto a quei giorni, forse perché siamo stati insieme poco tempo e non c’era la possibilità di allenarsi bene, dal momento che giocavamo ogni tre giorni. Mi chiede di curare a dovere la fase difensiva, soprattutto di prestare attenzione alle coperture preventive».
E domenica contro l’Inter, proprio un recupero palla di Brugman su Banega ha dato il via all’azione del gol di Bahebeck. «Già durante il ritiro mi ripeteva di essere concentrato su queste situazioni, visto che per quanto concerne la fase di impostazione si è sempre fidato di me. Sono convinto che Oddo farà un’ottima carriera». Dopo lo stop contro l’Inter, la squadra ha voglia di rivincita, a partire dal match di sabato contro la Lazio. «Il nostro atteggiamento non cambierà, però dovremo essere più concentrati. Bisogna capire che se in B concedi cinque occasioni prendi un gol, mentre in A ci sono grandi campioni che non ti perdonano».
Il 15 ottobre all’Adriatico la sfida contro il suo connazionale e amico fraterno: l’ex pescarese Lucas Torreria, che ora gioca nella Sampdoria. «Ci sentiamo sempre. Sta giocando bene, gli auguro di continuare così e di arrivare nella Nazionale uruguaiana».
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