Brugman esulta: il salvataggio vale come un gol
PESCARA. Nel reparto più completo della squadra, dove la concorrenza non manca di certo, finora il punto più fermo è rappresentato da lui. Gaston Brugman, dal profilo estremamente umile, è...
PESCARA. Nel reparto più completo della squadra, dove la concorrenza non manca di certo, finora il punto più fermo è rappresentato da lui. Gaston Brugman, dal profilo estremamente umile, è consapevole del proprio ruolo in campo e nella squadra, ma senza mai parlare di titolarità o indispensabilità. «Abbiamo preso un punto che per noi, per come si erano messe le cose, è fondamentale», esordisce parlando del pareggio in dieci contro la Sampdoria. «Un punto preso da grande squadra e da grande gruppo, che ci tiene più uniti per il futuro. Era inevitabile che nel secondo tempo ci chiudessimo di più data l’inferiorità numerica, senza spingere troppo in avanti. Abbiamo cercato in tal modo di limitare i rischi di prendere gol pensando al risultato». Un pensiero al rigore sbagliato da Caprari: «Non è detto che sia stato decisivo, magari poi avremmo potuto prendere altre reti. E secondo me non è il caso di mettere pressioni sugli errori dal dischetto, così come sui gol che non arrivano: il tal modo si rischia di continuare a sbagliare e a non segnare». La filosofia di Brugman è: «Vale la pena pensare positivo, e cioè che il prossimo lo mettiamo dentro chiunque lo tiri». E la vittoria che non arriva, pesa sul morale dei biancazzurri? «Penso di no, siamo umili e sappiamo quale sia la nostra strada nella serie A e quante difficoltà ci siano, e poi finora abbiamo anche incontrato alcune tra le squadre più forti contro le quali sapevamo che vincere per noi sarebbe stato molto difficile. Pensiamo ad una gara alla volta, cercando sempre di scendere in campo per vincere, come abbiamo fatto anche stavolta».
Gaston non ritiene affatto di essere insostituibile negli schemi di questo Pescara: «Il mister durante la preparazione mi ha dato delle armi che ho fatto mie e che sto attuando, per questo forse riesco a ottenere la sua fiducia, riuscendo in campo ad attuare quello che lui vuole. Gioco in un centrocampo nel quale lavoriamo molto sulle rotazioni per non dare punti di riferimento agli avversari, e questo ritengo sia un punto di forza della nostra preparazione». E sul punto preso contro i doriani ci ha messo una zampata che vale forse come un gol, salvando sulla linea nei minuti di recupero, un fatto non casuale: «Sì, mi sono messo in quel punto di proposito e sono riuscito a respingere il pallone, ed ovviamente ne sono contento per me e per la squadra». Dopo tanti minuti di sacrificio, sarebbe stata una capitolazione non meritata.
Paolo Toro
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