BRUGMAN PART TIME: È QUESTO IL PROBLEMA

26 Gennaio 2015

Senza quella papera di Aresti probabilmente sarebbe bastato anche un tempo per mettere sotto la Ternana. I primi 45 minuti del Pescara sono stati certo all'altezza delle ultime prestazioni, quelle di...

Senza quella papera di Aresti probabilmente sarebbe bastato anche un tempo per mettere sotto la Ternana. I primi 45 minuti del Pescara sono stati certo all'altezza delle ultime prestazioni, quelle di Livorno e di Trapani, per intenderci, si è vista cioè una squadra aggressiva, senza troppi timori e incertezze anche dopo la partenza ad handicap, si è visto gioco, ci sono state diverse palle-gol, con Pasquato e Politano capaci di far fronte nei pressi dell'area avversaria anche alla giornata sotto tono di Melchiorri. Andare al riposo in vantaggio sarebbe stato senz'altro un giusto premio per i biancozzurri. Alla ripresa delle ostilità però le cose sono cambiate in fretta con gli umbri che, man mano che passavano i minuti, davano sempre più l'impressione di poter stare con autorità in partita, soprattutto sfruttando la loro superiorità a centrocampo.

Probabilmente, per riprendere il filo del gioco, occorreva gestire meglio la ripresa, cercando con tempestività i possibili rimedi in panchina. Tardivo, in particolare, l'inserimento di Brugman, tra l'altro al posto dell'uomo sbagliato, ovvero Selasi invece di Bjarnason, tanto bravo come esterno per tutto il primo tempo quanto improponibile nel ruolo di mezz'ala. Ed è soprattutto il quarto d'ora concesso all'uruguaiano che lascia perplessi, anche alla luce delle precedenti esclusioni e delle tante voci di mercato che danno il Pescara alla ricerca di un centrocampista gradito al tecnico (Casarini il nome più ricorrente già da qualche settimana).

Affiora insomma il timore che Brugman, atteso per sette mesi come un messia dopo la sua prima eccezionale stagione da protagonista in biancazzurro, si ritrovi ai margini della prima squadra per scelta tattica, magari nella convinzione che sia incompatibile con Memushaj, altro pilatro del centrocampo pescarese. Se così fosse sarebbe una colossale sciocchezza, oltre che un incredibile autogol.

Due anni fa Stroppa preferiva il ruvido Blasi al talento di Quintero, la stagione scorsa Marino rinunciò a Viviani nella convinzione (sballata) che il cursore Rizzo o un difensore potesse essere più utile proprio accanto a Brugman. La verità è che a una squadra che già funziona la qualità può dare solo qualcosa in più. Dunque il vero rinforzo che serve al Pescara è proprio l'uruguaiano, tutto il resto è contorno.

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