Brugman, perla da 3 punti Sebastiani contro Zeman: oggi l’esonero o la tregua

18 Dicembre 2017

Successo scacciacrisi sul Novara, ma tiene banco la frattura tra il tecnico e il presidente. Se sarà rottura pronto Di Carlo

PESCARA. Vittoria e rilancio in classifica, ma sopratutto polemiche. Il Pescara è tornato a sorridere dopo quasi un mese, ha battuto il Novara, ha lasciato la zona play out ed è tornato a -4 dall’ultimo posto utile per i play off. Zdenek Zeman è salvo? No, nemmeno a pensarci. Nonostante la vittoria scacciacrisi, grazie al gran gol di Brugman, il boemo potrebbe essere esonerato.
Oggi sarà una giornata cruciale per il destino del tecnico che, dopo la conferenza stampa della vigilia, ha praticamente frantumato il rapporto con il presidente Sebastiani. «Abbiamo idee diverse», aveva detto Zeman, raccontando anche delle dimissioni presentate e ritirate a settembre. Dichiarazioni che hanno mandato su tutte le furie il patron, che ieri non ha voluto incrociare lo sguardo del boemo e ha seguito la partita da un box riservato alle tv, insieme all’ex biancazzurro Simone Pepe, che oggi fa il procuratore ed è rimasto a vivere in città.
Daniele Sebastiani è furibondo e oggi potrebbe parlare con Zeman ed esonerarlo. Se accadrà questo, il Pescara dovrebbe affidarsi a Mimmo Di Carlo, ex Chievo, Cesena e Sampdoria, che potrebbe fare l’esordio giovedì ad Ascoli. Sebastiani non ha digerito le esternazioni del boemo e la vittoria di ieri non è servita a far tornare il sereno. Se dovesse andar via Zeman, insieme a lui potrebbe fare i bagagli anche il ds Peppino Pavone, braccio destro del tecnico.
Dunque, il futuro di Zeman è appeso a un filo e l’amore con il presidente Sebastiani si può considerare finito. Due caratteri forti che si sono andati a scontrare, sprigionando vecchi rancori e ruggini mai tirate fuori prima d’ora. Il patron, dopo que accaduto sabato, vorrebbe le dimissioni del tecnico, il quale, però, ha già fatto sapere che non ha nessuna intenzione di rassegnare. Si va avanti, quindi, ma da separati in casa, almeno per le prossime ore.
La vittoria con il Novara è servita solo per nascondere la polvere sotto al tappeto. Ieri sera Sebastiani ha rilasciato delle interviste alle tv e poi è filato via, insieme al ds Leone e ad altre persone. «Ora vado a cena, poi domani (oggi, ndr) vedremo...», si è lasciato sfuggire mentre saliva a bordo di un suv bianco. Il gruppetto si è spostato al ristorante e probabilmente già ieri sera è stata presa una decisione. Zeman potrebbe salvare il posto solo se ricucirà lo strappo con Sebastiani, ma, probabilmente, tutto ciò non accadrà calcolando i caratteri dei due. Zeman dovrebbe ammorbidire la sua posizione e, al momento, questa strada sembra impraticabile.
Tornando alla gara, il Pescara giocava con la paura di perdere ancora, dando una mazzata alla classifica e all’ambiente già depresso di suo. Invece ci ha pensato il capitano Gaston Brugman a caricarsi il Delfino sulle spalle. Una sua prodezza, al 22’ del primo tempo, ha consegnato ai biancazzurri tre punti d’oro per la classifica.
L’uruguaiano, dopo il gran destro a giro dal limite dell’area, ha voluto festeggiare il gran gol con tutta la squadra, chiamando a raccolta anche i componenti delle panchina. Un segnale chiaro, forse, mandato a Zeman, che aveva pungolato il Delfino definendolo «una squadra che non ha fame di vittorie».
Il Pescara è stato padrone del campo per tutto il primo tempo, mentre nella ripresa è calato alla distanza, rischiando. I piemontesi dell’ex Maniero, applaudito da una parte dello stadio, hanno sfiorato in alcune occasioni il gol del pareggio, ma senza sfruttare fino in fondo le azioni create. Il Pescara ha sofferto un po’, ha cercato di controllare il risultato, ma ha anche sfiorato il gol del 2-0, sempre con Brugman, a ridosso del 90’, con un travolgente contropiede. Alla fine applausi per tutti, mentre Zeman tornava negli spogliatoi e Sebastiani imboccava la strada della zona interviste. Le sue dichiarazioni nei confronti del boemo hanno il sapore di un addio imminente.
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