Brugman: serve maggiore cattiveria sotto porta

Il capitano: «Potevamo segnare il 2-0, poi siamo calati. Bisogna sacrificarsi di più in fase di non possesso»
PESCARA. «Volevamo vincere per dare una gioia ai nostri tifosi, purtroppo non ci siamo riusciti». Gaston Brugman sorride a metà. Il suo primo gol stagionale all’Adriatico (un altro lo ha segnato a Padova) non basta per superare la resistenza dell’Ascoli che riesce a strappare con i denti un punto prezioso. Il capitano del Pescara indica la causa del successo sfumato. «Ci è mancata la cattiveria sotto porta», sottolinea il 26enne uruguaiano, «nel primo tempo, oltre al rigore, abbiamo sciupato altre buone occasioni. Potevamo andare al riposo in vantaggio». In avvio di ripresa, la sua bella conclusione dal limite che non lascia scampo a Lanni. «Sono contento per il gol, ma dopo aver sbloccato il risultato potevamo farne almeno un altro». In effetti, nei minuti successivi alla sua rete, i biancazzurri falliscono vari tentativi, poi Ardemagni rimette il match in equilibrio. «Sì, l’Ascoli è rimasto in partita grazie ai nostri errori. Con il passare dei minuti siamo un po’ calati e siamo stati puniti». La squadra perde le distanze troppo spesso e i bianconeri ne approfittano sfruttando gli spazi. «Bisogna migliorare, ad esempio dobbiamo sacrificarci di più in fase di non possesso».
Una vittoria nelle ultime cinque partite, ma il centrocampista biancazzurro non vuole sentire parlare di crisi. «Non scherziamo. Siamo secondi in classifica e stiamo disputando un bel campionato. Semplicemente, è un momento in cui i palloni non entrano e facciamo un po’ di fatica a segnare. Sappiamo che in serie B i risultati non sono mai scontati, ma il Pescara visto oggi (ieri, ndr) non è affatto una squadra in crisi. Per larghi tratti della gara abbiamo avuto in mano il pallino del gioco mettendo in difficoltà i bianconeri, tant’è che Lanni è stato il migliore in campo. Ora dobbiamo restare tranquilli e prepararci bene in vista della trasferta di Perugia. Sarà dura, ma possiamo vincere al Curi».
Infine, Brugman svela il motivo della corsa verso la tribuna Majella dopo il gol. «C’erano mia zia, che vive negli Stati Uniti e non vedevo da tre anni, e mio cugino che è arrivato con mo padre dall’Uruguay. Il gol è per loro e per la famiglia di Vincenzo Zucchini (l’indimenticato capitano del Delfino scomparso il 24 novembre del 2013, ndr)».
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