Brugman si conferma la stella del Pescara

12 Febbraio 2018

L’uruguaiano risponde al monito dell’allenatore segnando alla Salernitana un altro gol decisivo. Finora le sue reti (6) hanno regalato al Delfino 11 punti

PESCARA. Ci sono volute 25 giornate, ma alla fine il Pescara si è sbloccato. La magìa di Gaston Brugman su calcio di punizione è il primo gol segnato dai biancazzurri su “palla inattiva”. Una conclusione che non ha lasciato scampo a Boris Radunovic. Il portiere della Salernitana ha commesso una leggerezza spostandosi leggermente verso il palo coperto dalla barriera, però la parabola di Brugman è stata davvero fantastica. Tre punti pesanti per il Delfino che ha vinto la sua sesta gara col punteggio di 1-0 in campionato portandosi a due punti dall’ottavo posto occupato da Venezia e Carpi.
Insostituibile o no? Alla vigilia della gara con la Salernitana hanno fatto discutere molto le parole di Zeman su Brugman. Il tecnico si era espresso così sull’uruguaiano. «Fino a due settimane fa era indispensabile, ma adesso devo pensare alla squadra e non alle individualità». È bastato poco per far scattare l’allarme e in molti si sono chiesti se Zeman fosse disposto a rinunciare al capitano biancazzurro già dalla partita con la Salernitana. Ma è possibile anche che l’allenatore di Praga abbia utilizzato l’incontro con la stampa per lanciare un monito al calciatore più talentuoso della rosa che nelle ultime gare aveva mostrato qualche segno di flessione, peraltro causato anche da qualche acciacco di natura fisica. In ogni caso, Zeman lo ha riproposto di nuovo dal primo minuto mettendo in panchina Josè Machin che è considerato un possibile antagonista dell’uruguaiano per il ruolo di mezzala sinistra.
Sempre presente. Se Zeman lo avesse escluso sarebbe stato clamoroso. Brugman, infatti, dall’inizio della stagione è l’unico calciatore della rosa a non aver saltato nemmeno un incontro (28 presenze su altrettante gare ufficiali). Zeman non se n’è privato neanche nei tre impegni di coppa Italia contro triestina, Brescia e Sampdoria. Sempre presente, sempre titolare con la fascia di capitano sul braccio. Un attestato di stima e fiducia che mai il 25enne di Rosario aveva ricevuto nel corso della sua carriera. E Gas ha spesso ripagato il boemo con prestazioni convincenti e un contributo notevole di reti: ben 6, record personale per Brugman che ha deciso tre gare segnando il gol-vittoria con Parma, Novara e Salernitana, più quelli con Palermo (2-2), Entella (2-2) e Perugia (2-4). In totale le sue reti hanno fruttato 11 punti.
Amore o odio. Il buon rendimento non è bastato per mettere a tacere le discussioni sul suo ruolo. A Brugman piacerebbe giocare play maker, ma Zeman non ha cambiato idea («Ne ho due, Proietti e Carraro, e sono più che sufficienti»). Tempo fa Gaston ha parlato della sua posizione in campo e del rapporto con Zeman. «Non ho ancora capito bene qual è il mio ruolo quest’anno», questo il suo commento, «diciamo che con il mister ho trovato un compromesso. Il mio rapporto con lui? Amore e odio». Se i risultati sono questi, che vadano avanti così...
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