Brugman: siamo forti Pasquato: che svolta!

27 Maggio 2015

L’attaccante: «Il Pescara ha cambiato la mentalità»

PERUGIA. La determinazione messa in campo dai biancazzurri è la stessa esibita nel post partita. Una consapevolezza della propria forza mai vista in passato. Probabilmente era necessario un cambio di guida tecnica, dal momento che con l'arrivo di Massimo Oddo sembrano trasformati. In mixed zone il primo a presentarsi è Gaston Brugman, uno dei protagonisti nel secondo tempo. Entrato al posto di Memushaj, ha dato ordine e geometrie al centrocampo della Pescara. «Dopo l'esonero di Baroni», spiega Brugman, «ci siamo resi conto che toccava a noi decidere le sorti del campionato del Pescara. Abbiamo ritrovato le motivazioni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questa è una vittoria importantissima, ottenuta grazie all'unità e allo spirito di gruppo. Ora bisogna continuare così: parlare poco e lavorare tanto. Sono certo che ci toglieremo parecchie soddisfazioni. Siamo forti e il Vicenza dovrà avere paura di noi». La gara spartiacque del campionato è stata quella di Varese. «Dopo quella sconfitta ci siamo guardati in faccia promettendoci di reagire. Ora remiamo tutti verso la stessa direzione». Il suo ingresso in campo è stato fondamentale. «Sono contento perché ho subito trovato il ritmo in campo, non importa se sono entrato a gara in corso». Al suo fianco in campo c’era Torreira. «Stiamo sempre insieme, Lukas ha tanta fame, ma non sono assolutamente sorpreso del suo rendimento. È un grande calciatore, ha margini di miglioramento incredibili. C’è anche Abecasis. Insieme formiamo un terzetto sudamericano fortissimo». Ora un nuovo incrocio con Pasquale Marino, un tecnico che lo stima molto. «L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha detto: “Non giochi mai, proprio contro di me devi scendere in campo?”. Non solo ho giocato quel giorno, ma ho anche segnato. Ora spero di ripetermi. Non so se andremo in A, ma continuando così potremo arrivare fino in fondo. Ci meritiamo questa gioia dopo il periodo in cui nessuno credeva più in noi». Christian Pasquato è l'emblema della rinascita. «Adesso ognuno di noi si sente più partecipe. A livello mentale la squadra è cresciuta. Il modulo più o meno lo stesso, ma la mentalità è cambiata». Chiaro il riferimento alle precedenti disposizioni tattiche. «Prima aspettavamo i nostri avversari, una strategia che di sicuro non è nelle nostre corde, mentre ora andiamo a prenderli stando più “alti” e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Negli ultimi due mesi aveva trovato pochissimo spazio, ma con l'arrivo di Oddo è di nuovo protagonista. «Non so perché sono finito ai margini, dovete chiederlo a Baroni. Mi sono sempre impegnato al massimo, ma forse ho pagato l'espulsione nella gara con il Catania. Per quella sciocchezza ho pagato un prezzo troppo alto, non meritavo una punizione così lunga».

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