Brugman, un pallonetto da fuoriclasse

Oltre cinquanta metri di delizia calcistica per un gol da antologia. Bene anche Mancuso, Valzania e Coulibaly
7 FIORILLO. Per fare risultato al Partenio-Lombardi c’è bisogno anche dell’apporto del portiere. E lui, nonostante i due gol al passivo, è tra i migliori perché è reattivo sul colpo di testa di Kresic, al 20’, e abile a respingere con un piede la conclusione di Di Tacchio dalla distanza alla fine del primo tempo. Anche nella ripresa para tutto quello che può parare.
6,5 balzano. Meglio, decisamente meglio rispetto a martedì. D’altronde, riportato a destra è nelle condizioni di fare quello che sa fare. Bravo sia in fase difensiva che di spinta.
6 fornasier. Efficace e diligente. Fa cose semplici ed è sempre concentrato.
6 coda. E’ il libero in mezzo a Fornasier e Perrotta. E’ l’uomo di esperienza che cerca di mettere ordine nella retroguardia biancazzurra.
6 perrotta. E’ un ex e conosce le insidie di un campo ostico. Concentrato ed efficace quando la difesa del Pescara viene messa sotto pressione.
6 crescenzi. Alla fine per un suo intervento Castaldo ha reclamato un rigore, dopo che Minelli ne aveva concesso uno generoso all’Avellino al 13’ della ripresa. Il biondo gioca una buona gara, lottando nelle retrovie e spingendo con i tempi giusti. All’inizio ottimo cross che Mancuso di testa ha indirizzato verso il palo.
7 valzania. Subito in partita. Subito protagonista in un centrocampo dove i suoi allunghi sono preziosi. All’inizio della ripresa fallisce la palla dello 0-2; poi, si inventa uno strappo che mette in ginocchio la retroguardia di casa, mettendo Mancuso in condizione di firmare il momentaneo 1-2. In crescita!
7,5 brugman. Una perla, la sua. Roba che appartiene solo ai fuoriclasse. Roba che fa tornare in mente la rete dell’interista Recoba contro l’Empoli nel gennaio del 1998. Forse, più difficile. Oltre cinquanta metri di pallonetto, un destro da applausi che illumina il Partenio-Lombardi. Poi, la solita geometria, una buona regia di una squadra che sembra in netta ripresa.
7 coulibaly. Partita di sostanza. Corsa e fisicità, ma anche buone giocate. Riduce al minimo gli errori che lo avevano limitato nelle precedenti uscite. Colpisce per la lucidità e la personalità con cui non getta mai la palla.
7 mancuso. Sembra uscito fuori dalla gabbia. Libero di svariare su tutto il fronte d’attacco, non più prigioniero negli schemi di Zeman che, tra l’altro, non gli si addicevano. Conferma di essere in netto progresso, agevolato dal passaggio dall’attacco a tre a quello a due. Una seconda punta capace di giocare per la squadra e di pungere. Un gol e un palo sotto la pioggia di Avellino.
5,5 pettinari. L’unica nota stonata del Partenio-Lombardi. L’infortunio di Cappelluzzo lo rilancia tra i titolari, ma lì davanti combina poco. Solita generosità, aiuta Mancuso, ma non riesce mai a rendersi pericoloso, stretto nella morsa della difesa irpina.
6 carraro (dal 30’ st). Una ventina di minuti, recupero compreso, giocato con il coltello tra i denti.
6,5 balzano. Meglio, decisamente meglio rispetto a martedì. D’altronde, riportato a destra è nelle condizioni di fare quello che sa fare. Bravo sia in fase difensiva che di spinta.
6 fornasier. Efficace e diligente. Fa cose semplici ed è sempre concentrato.
6 coda. E’ il libero in mezzo a Fornasier e Perrotta. E’ l’uomo di esperienza che cerca di mettere ordine nella retroguardia biancazzurra.
6 perrotta. E’ un ex e conosce le insidie di un campo ostico. Concentrato ed efficace quando la difesa del Pescara viene messa sotto pressione.
6 crescenzi. Alla fine per un suo intervento Castaldo ha reclamato un rigore, dopo che Minelli ne aveva concesso uno generoso all’Avellino al 13’ della ripresa. Il biondo gioca una buona gara, lottando nelle retrovie e spingendo con i tempi giusti. All’inizio ottimo cross che Mancuso di testa ha indirizzato verso il palo.
7 valzania. Subito in partita. Subito protagonista in un centrocampo dove i suoi allunghi sono preziosi. All’inizio della ripresa fallisce la palla dello 0-2; poi, si inventa uno strappo che mette in ginocchio la retroguardia di casa, mettendo Mancuso in condizione di firmare il momentaneo 1-2. In crescita!
7,5 brugman. Una perla, la sua. Roba che appartiene solo ai fuoriclasse. Roba che fa tornare in mente la rete dell’interista Recoba contro l’Empoli nel gennaio del 1998. Forse, più difficile. Oltre cinquanta metri di pallonetto, un destro da applausi che illumina il Partenio-Lombardi. Poi, la solita geometria, una buona regia di una squadra che sembra in netta ripresa.
7 coulibaly. Partita di sostanza. Corsa e fisicità, ma anche buone giocate. Riduce al minimo gli errori che lo avevano limitato nelle precedenti uscite. Colpisce per la lucidità e la personalità con cui non getta mai la palla.
7 mancuso. Sembra uscito fuori dalla gabbia. Libero di svariare su tutto il fronte d’attacco, non più prigioniero negli schemi di Zeman che, tra l’altro, non gli si addicevano. Conferma di essere in netto progresso, agevolato dal passaggio dall’attacco a tre a quello a due. Una seconda punta capace di giocare per la squadra e di pungere. Un gol e un palo sotto la pioggia di Avellino.
5,5 pettinari. L’unica nota stonata del Partenio-Lombardi. L’infortunio di Cappelluzzo lo rilancia tra i titolari, ma lì davanti combina poco. Solita generosità, aiuta Mancuso, ma non riesce mai a rendersi pericoloso, stretto nella morsa della difesa irpina.
6 carraro (dal 30’ st). Una ventina di minuti, recupero compreso, giocato con il coltello tra i denti.

