Brugman va fuori In difesa torna Rossi

L’uruguaiano bocciato dal tecnico, in attacco l’ex Pettinari
PESCARA. L’enigma Brugman potrebbe diventare un caso. La società punta parecchio sul centrocampista uruguaiano, che potrebbe fruttare una corposa plusvalenza nel caso in cui in estate venisse venduto; Marco Baroni, invece, al momento vuole certezze e non intende puntare sull’uruguaiano. «Gaston è al 70%», aveva detto l’allenatore martedì scorso. Lui, come è giusto che sia, va dritto per la sua strada, ma in società saranno contenti di questa scelta? «Che possa essere un utilizzo parziale o dall'inizio, resta comunque il fatto che Gaston Brugman non è un problema per noi. Non penso che partirà dall'inizio», ha detto Baroni alla vigilia della sfida di oggi pomeriggio contro il Latina. «Memushaj ha sempre dato molto, è una delle nostre individualità migliori e con lui potrebbe giocare Bruno. È un giocatore un po' come Selasi, ha acume tattico, dà equilibrio ed è un ottimo pressatore in mezzo al campo».
Dunque, oggi pomeriggio, a Latina, Brugman, a meno di clamorosi passi indietro, deve accontentarsi della panchina. A centrocampo il ballottaggio è tra Selasi e Bruno con il ghanese in netto vantaggio. Zampano in panchina, torna Rossi sulla fascia sinistra. Le scelte del 51enne tecnico biancazzurro sono queste. Gli ex in campo sono due: Rossi, in difesa, e Pettinari in attacco.
Bruno, l’ex più atteso (tre anni con la maglia dei pontini) rischia di rimanere fuori perché “il ragazzino” Selasi, come lo chiama Baroni, in questo momento fornisce maggiori garanzie ed equilibrio a centrocampo.
Per il resto, la formazione titolare non si discosta da quella schierata nell’opaca prova con il Cittadella. «Rossi è recuperato e potrebbe giocare. Anche Pettinari è molto motivato, sarà della partita. Melchiorri non ha avuto una grande continuità di prestazione, ma a Federico dico che a volte in questi momenti bisogna vedere quello che c'è di positivo e quindi spero riesca a ritrovare le sue giocate».
Si torna a giocare in trasferta e per il Pescara è solo un bene, visto che il ruolino di marcia all’Adriatico è pessimo (14 punti conquistati, peggior squadra della B). «Il problema delle gare casalinghe prima o poi lo risolveremo, ne sono certo», dice Baroni che lontano da Pescara sta facendo decisamente meglio: «Abbiamo fatto tre trasferte in cui la squadra ha fatto molto bene, l'importante è l'atteggiamento».
Il Latina non perde al Francioni da tre mesi e mezzo, ma il Pescara è abituato a violare stadi tabù (vedi Vercelli, Brescia e Trapani). «Troviamo un Latina che ha necessità di fare punti. Ha cambiato tanto a gennaio durante il mercato, compreso il sistema di gioco. Ha delle mezze ali molto rapide come Crimi e Valliani e dovremo mantenere le giuste distanze tra i reparti».
L’ultima sul rinnovo di contratto: «Non voglio pensarci, c’è tempo. Il campo parlerà per me. Io vorrei rimanere, ma ora pensiamo al campionato».
E alla serie A? «Non ho ancora dato obiettivi alla squadra, c'è troppa poca distanza tra “inferno” e “paradiso”. Queste cose si vedranno nelle ultime dieci giornate. L'anno scorso c'erano degli obiettivi, ma quando si fanno dei proclami poi rischi di arrivare lontano dalla zona calda».
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