Bruno: non abbiamo reagito dopo l’autogol
Il centrocampista guarda al Benevento: «Servirà un’impresa». Pavone: «Penalizzati dalle assenze»
LA SPEZIA. Novanta minuti li aveva giocati solo alla prima giornata, contro la Salernitana.
L’emblema dell’emergenza è Alessandro Bruno, 36 anni e mezzo, in campo per tutto il match del Picco per fronteggiare i tanti problemi di formazione che aveva Nicola Legrottaglie. Il tecnico pugliese si era affidato al beneventano solo per pochi minuti a Udine col Pordenone (nel giorno del suo debutto) e a Chiavari un mese fa. Nella serata di La Spezia, Bruno ha dovuto fare gli straordinari perché, a detta dell’allenatore, «era l’unico con quelle caratteristiche da poter schierare davanti alla difesa».
Non un ripiego, anzi. Tutt’altro. E anche l’analisi dell’ex Nocerina ricalca quella del suo mister: «Nel primo tempo abbiamo cercato di fare quello che avevamo preparato e penso che abbiamo messo in campo quello che avevamo. Siamo stati attenti, abbiamo rischiato poco, anzi», il rimpianto del centrocampista, «avremmo potuto sfruttare qualche ripartenza in più. Siamo stati, invece, lenti nel fraseggio, un po’ impacciati e poi nel secondo tempo è cambiata la partita». Il vantaggio dello Spezia ha tagliato le gambe al Pescara: «Lo sfortunato autogol subito non ci ha permesso di reagire, anche perché le forze erano già poche ed eravamo rimaneggiati». Ora ci si aspetta la reazione col Benevento, ancora in trasferta, nella terra natìa di Alessandro Bruno, che però metterà l’emozione da parte. «Il Benevento ha un organico di spessore, sta ammazzando il campionato e penso che avrà una motivazione in più perché vorrà riscattare il pesante risultato dell’andata», quando il Pescara s’impose 4-0 nell’unica sconfitta fin qui subita dagli uomini di Inzaghi. «Noi cercheremo di fare l’impresa facendogli perdere due partite. Porte chiuse? Non credo che potrà influenzare più di tanto il Benevento».
Se Bruno ha dovuto giocare tutto il match, il fatto che sia entrato in campo Fabian Pavone, classe 2000, la dice lunga sulle (poche) rotazioni a disposizione di Legrottaglie. Come a Castellammare, il ragazzo di Silvi ha cercato di dare il meglio di sé, senza riuscire a cambiare le sorti di un incontro segnato. «Siamo dispiaciuti, ma avevamo davvero troppi giocatori fuori. Siamo stati penalizzati dal punto di vista numerico e purtroppo è arrivato questo risultato. Adesso speriamo di recuperare qualche giocatore in vista della prossima sfida che sarà molto difficile», le parole di Pavone, «ma chi giocherà darà il massimo». (p.m.)

