Bruno: «Stadio surreale La classifica è difficile, ma non ci arrendiamo»

23 Gennaio 2017

PESCARA. «Cosa devo dire? In questi giorni, credo come tutti qui in Abruzzo, ho dormito poco e male. E come si poteva con quel che succede qua vicino, a gente che conosciamo bene, che ci è amica. Noi...

PESCARA. «Cosa devo dire? In questi giorni, credo come tutti qui in Abruzzo, ho dormito poco e male. E come si poteva con quel che succede qua vicino, a gente che conosciamo bene, che ci è amica. Noi esprimiamo tutto il nostro affetto a chi sta soffrendo e speriamo nei prossimi giorni di avere altre belle notizie. Si poteva non giocare, forse era giusto non giocare, lo so, ma ci hanno chiesto di farlo e l'abbiamo fatto. Con la serietà di sempre anche se, purtroppo, senza fortuna». Alessandro Bruno (nella foto), da jolly inutilizzato, oggetto semimisterioso dello spogliatoio biancazzurro in pochi giorni a titolare fisso, capitano nel pomeriggio più amaro che si potesse immaginare per la squadra e la gente ci mette la faccia e anche il cuore. «Certo è difficile parlare di calcio in certe situazioni, ma è il nostro mondo e dobbiamo fare il nostro dovere come sempre. Viviamo un momento davvero difficile», prosegue il mediano pescarese, «anche oggi ci ha detto subito male. Ora che succede? Niente, dobbiamo continuare a lavorare con serietà e puntare a giocare un girone di ritorno di grande dignità, poi vedremo anche la classifica. Io titolare? Sono stato sempre a disposizione, anche quando sembrava non esistessi. Ma il mister vedeva il mio impegno e lo ringrazio per la fiducia».

Tornando alla partita col Sassuolo, dopo averla meritatamente recuperata, sull'1-1 cosa è successo? «Non ci siamo fermati, è che abbiamo pagato al solito due tre episodi, in pratica abbiamo preso gol quasi senza che tirassero in porta, un pallone spizzato, un cross sbagliato. Ma è andata cosi, non possiamo che accettarlo. Certo se mettevamo dentro il rigore forse avremmo avuto la chance di un forcing finale. Peccato».

Ora, storia chiusa? «Siamo in una situazione complicata, è evidente, abbiamo certamente dei limiti come squadra e la fortuna almeno fino a oggi non ci ha aiutato. Ma non ci arrendiamo. Sabato c'è l'Inter? Bene, andremo all'appuntamento concentrati e vogliosi di fare bene. Certo non sarà facile, ma non importa il nome dell'avversario, abbiamo l'obbligo morale ci crederci fino alla fine, possiamo perdere le partite ma dobbiamo continuare con tutta la forza possibile. Dobbiamo dare sempre il 110% in campo. Oggi abbiamo recuperato Bahebeck, forse arriveranno altri a darci una mano» conclude il capitano biancazzurro, «ma non vogliamo assolutamente parlare di resa. La dignità è un valore che va oltre ogni cosa».

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