Bufera su Verratti: torni a mangiare arrosticini a Pescara

10 Marzo 2023

La stampa parigina non gli perdona gli errori con il Bayern Sebastiani: «Trattamento ingeneroso. Pronto a riprenderlo»

PARIGI. Undici anni da paperoni del calcio, undici anni a zero titoli in Europa: l'ennesima figuraccia in Champions (5 volte fuori agli ottavi, 4 ai quarti, una in semifinale e una in finale) ha sancito ieri sera a Monaco la fine di un'epoca. Il Paris Saint-Germain degli emiri del Qatar, società ricchissima ma con i gioielli in vetrina e incapace di battersi in campo, è «la vergogna dell'Europa»: questo il grido, ieri sera, del popolare commentatore di Rmc Sport Daniel Riolo, che ha attaccato Marco Verratti. «Bisognerebbe rimandarlo a Pescara», ha dichiarato, «così potrà mangiare gli arrosticini, passeggiare sul lungomare, bere i suoi shottini e fumare le sue sigarette. Lui è un giocatore da strada, uno che non potrebbe essere titolare neanche nella squadra di mio figlio». Il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, commenta così: «Se devo dirla con il sorriso… magari lo rimandassero a Pescara. Parlando seriamente Marco non merita assolutamente quel trattamento. Ma questa è la dimostrazione che nel calcio non si può stare tanto tempo nello stesso posto. Forse deve cambiare aria». Tutti i giocatori sono finiti nel mirino, da Donnarumma la cui ultima papera della lunga serie risale allo scorso weekend nella partita vinta contro il Nantes, a Messi, pronto – sempre secondo il terribile Riolo – «per un'esperienza a Miami». Per non parlare dell'ennesima stagione fallimentare di Neymar, peraltro già conclusa a causa di un grave infortunio. Si salva il solito Kylian Mbappé, che non ha potuto da solo rovesciare gli equilibri. Molti quantificano oggi in circa un miliardo e mezzo i soldi spesi dalla Qsi (Qatar sports investement, proprietaria del club) per vincere una trentina di titoli nazionali in questi anni (sfuggiti soltanto 2 campionati di Ligue 1 su 11) ma niente in Europa. E questo nonostante il presidente Al-Khelaifi abbia regalato ai tifosi il fior fiore delle star del pallone: il primo, nel 2012, fu Javier Pastore, costato 42 milioni. Poi arrivò per altri 40 milioni Thiago Silva, per 21 Ibrahimovic, per 30 Lavezzi e 64 Cavani, 32 Marquinhos, 50 David Luiz, 63 Di Maria. Poi, nel secondo quinquennio, salì il livello: 222 per Neymar, che nella più cocente delle figuracce, il 6-1 a Barcellona con eliminazione dopo il 4-0 al Parco dei Principi, aveva segnato una doppietta. E poi ancora 50 per Icardi e 67 per Hakimi. Ciliegina sulla torta, l'estate scorsa con il contratto da 600 milioni di euro per strappare Mbappé al Real fino al 2025. «Cambiano i giocatori, i dirigenti, gli allenatori, ma per la quinta volta il Paris Saint-Germain non passa l'inverno europeo» scrive L'Equipe. Delusione, rabbia, insulti sui social. E un dubbio che si insinua, anche attraverso le righe del quotidiano sportivo francese: «il Qatar è in buona posizione per acquistare il Manchester United – ha scritto ieri – e la domanda aumenta i tormenti di Parigi: e se il suo azionista si disimpegnasse poco a poco dal Psg per concentrare tutto sullo United? Riassumendo: e se il Psg diventasse una società satellite dei Red Devils?».