«C’è da lavorare nell’uno contro uno»

La disamina del nuovo coach dopo la settima sconfitta nelle ultime undici partite
MANTOVA. Settima sconfitta per Chieti nelle ultime undici partite. Nemmeno l’avvento di coach Bartocci ha cambiato l’inerzia di un campionato che non sta andando come vorrebbero le furie teatine. «Abbiamo perso su un campo importante» spiega il coach «e con una squadra molto forte e valida, che è riuscita a mantenere la stessa intensità per 40’. Il nostro problema principale è stato l’incapacità di tenere nell’uno contro uno, soprattutto nel primo quarto quando l’atletismo e la fisicità di Mantova ci hanno soverchiato. Aggiungo che abbiamo avuto tante palle perse, il più delle volte non forzate dalla difesa di Mantova ma erano palle buttate via in contropiede, sugli scarichi».
Si ferma e fa una disamina dei problemi delle Furie. «La squadra fatica nel tenere uno contro uno e ha subìto l’energia degli esterni di Mantova. Abbiamo cercato di nascondere un po’ i difetti con una zona molto adattata, che ci ha ripagato e consentito di tornare in partita. Purtroppo, un paio di tiri di Amici e qualche rimbalzo di troppo in attacco hanno permesso a Mantova di controllare la partita».
Individua i punti su cui poter lavorare e spiega quali sono state le sue mosse in campo. «Noi dobbiamo fare un paio di cose importanti. Innanzitutto lavorare molto sull’uno contro uno, studiare le caratteristiche dei nostri avversari ma soprattutto aumentando la nostra intensità difensiva. La squadra ha bisogno di crescere ancora di più come energia. Non ha grande atletismo, proprio per questo deve lavorare sull’energia, servono aiuti univoci sulle collaborazioni difensive».
Troppo presto per stilare un bilancio? «Sicuramente sì. Sono arrivato martedì, chiaro che qualcosa abbiamo provato a farla, quindi cercheremo e sicuramente lavoreremo di più. Qualche innovazione c’è stata, abbiamo provato tanti quintetti diversi, con tre piccoli, con tre guardie, per avere un po’ di velocità in più. L’obiettivo era quello di cercare di non subire troppo dentro l’area gli attacchi di Mantova». Insomma, prove per far capire a coach Bartocci di che pasta era fatta Chieti. «Abbiamo provato tutto, per capire quali sono le caratteristiche della squadra. Per avere la chiave giusta e poter entrare nel mezzo di questo campionato». Lungo, difficile e dispendioso soprattutto a livello emotivo. Bartocci annuisce e se ne va. La strada è tracciata.

