C’è Prisco, ma il gol resta una chimera
Vastese in bianco anche nella trasferta col Monticelli, pochi tiri in porta e tanto agonismo. La vetta ora è a meno 6
MONTE SAN GIUSTO. Quarto pareggio di fila per la Vastese, meno brillante del solito al cospetto di un insidioso Monticelli.
Pochi tiri in porta e tanto agonismo sono alla base di una gara apprezzabile da parte delle due contendenti. La concomitanza con la partita di B dell’Ascoli con la Pro Vercelli (poi rinviata a seguito del maltempo che ha riguardato le Marche e degli eventi sismici) ha portato ancora una volta la formazione ascolana a dover giocare lontano dal proprio terreno di gioco, addirittura a Monte San Giusto, nel Maceratese.
La Vastese ha proposto il tradizionale 4-3-3, con il rientro del bomber Prisco dopo tre giornate di squalifica. Colavitto ha spostato Galizia a sinistra in attacco e mandato in panchina Felici. Quindi, davanti a Russo, gli abruzzesi schierano Manisi, Allocca, Campanella e Mensah, Cosenza e Manzo con Tafili a centrocampo, Fiore, Prisco e Galizia davanti. Il Monticelli, invece, ha dovuto fare meno di cinque elementi, di cui tre nel giro dei titolari. Gravose, per il tecnico Stallone, le tre giornate ad Aloisi e gli stop di Ciabuschi e Bartolini. Biancazzurri in campo con Castellana, Terrenzio e Sosi in difesa, Pierantozzi e Cappelli sulle fasce, Bracciatelli e Wade a centrocampo. Davanti Iotti a destra, Filiaggi centrale e Negro sull’out mancino.
Nel primo tempo, Allocca e compagni non riescono a fare quello che vorrebbero. Sul sintetico in cui abitualmente gioca la Sangiustese, le corsie esterne sono tamponate a dovere dalla tenacia dei locali, che in un paio di occasioni hanno provato a ripartire facendo leva sul piatto forte degli uomini di Stallone, le verticalizzazioni. Per questo la Vastese ha dovuto rapidamente cambiare i suoi disegni. L’agonismo non è mancato, ma, stranamente, sul taccuino dei cronisti non finiscono note di rilievo: le conclusioni arrivano soprattutto dalla lunga distanza e, se non finiscono fuori, sono “telefonate” per i rispettivi portieri. Invano il Monticelli prova a ripartire, magari abbassando i due esterni d’attacco in una sorta di 3-4-2-1. Niente da fare. La Vastese fa muro, controlla e non corre rischi particolari. La prima frazione finisce così con un risultato a reti bianche.
Nella ripresa la Vastese cerca di animarsi, portandosi fin dal calcio d’avvio nell’area ascolana: a sostenerli anche una trentina di sostenitori arrivati dall’Abruzzo che, per tutto il primo tempo hanno esposto lo striscione con su scritto “Presenti per un ideale: in silenzio per rispetto della nostra regione”.
La spinta, sostenuta anche dall’ingresso di Felici, inizia a mostrare la sua efficacia con il tandem Prisco-Fiore particolarmente attivo nel cercarsi per scardinare la difesa biancoazzurra. Il Monticelli, però, è come un serpente: sa soffrire e poi morde. Al 25’ una fucilata dal limite di Negro esalta Russo, autore di una strepitosa parata in volo. Dall’angolo seguente scaturisce un’altra azione al veleno che porta ancora una volta Russo alla conclusione da posizione privilegiata: stavolta il suo sinistro finisce fuori a meno di un metro dal possibile vantaggio. Gli ospiti non stanno con le mani in mano. La replica al 32’: Fiore, vicino al vertice destro dell’area piccola, trova finalmente lo spazio per girarsi al volo e concludere a rete ma la palla finisce a lato. Ancora equilibrio con la gara che sembra scivolare verso il classico 0-0. Al 41’ l’occasione da tre punti capita al Monticelli: Giovannini, appena entrato, si ritrova tra i piedi la chance di poter concludere in piena area quasi a botta sicura ma il recupero di Campanella è provvidenziale. In pieno recupero Felici replica con un diagonale che avrebbe potuto raccogliere maggiori fortune. Ma il risultato non si schioda, Monticelli e Vastese confermano la loro indole difensiva mostrata nei primi 45’ e la partita si avvia, stancamente, verso uno 0-0 annunciato soprattutto da una prima frazione che era stata emblematica a riguardo.
Claudio Romanucci

