Cadute e incidenti: ciclismo o sport estremo?

17 Agosto 2020

La caduta di Evenepoel al giro di Lombardia è solo l’ultimo di una serie di problemi legati alla sicurezza

ROMA. Che cosa succede nel ciclismo? Fin dalla prima corsa della ripartenza dopo il lockdown questo sport ha dovuto fare i conti con il problema delle cadute e delle conseguenze che ne derivano per i corridori. Il terribile volo di Remco Evenepoel, sabato, al giro di Lombardia (vinto dal danese dell'Astana Jakob Fuglsang che ha staccato tutti a 5 km dall'arrivo, compreso il neozelandese George secondo all'arrivo), quando il giovane fenomeno belga ha inizialmente fatto temere perfino per la sua vita, è solo l'ultimo episodio della serie. E la situazione è seria al punto che ieri al giro del Delfinato, in Francia, c'è stata la protesta dei partecipanti che, dopo le diverse cadute, hanno 'neutralizzato’ i primi dieci chilometri e chiesto sanzioni contro gli organizzatori di gare troppo pericolose. E proprio per questo, non si sentiva sicuro, il leader della classifica Roglic si è ritirato in segno di protesta. Appena due giorni fa, il belga Declercq aveva postato la foto della sua schiena 'martoriata’ dalla grandinata che lo aveva sorpreso in corsa, mentre alcuni colleghi si fermavano riparandosi sotto gli alberi. Ma è, soprattutto, la sicurezza in strada a preoccupare atleti abituati a gare al limite, sì, ma non da sport estremo. È chiaro quindi che qualcosa deve essere fatto, perché tra grandine, spericolatezze in volata e cadute di altro genere, così non si può andare avanti. Ha cominciato Vincenzo Nibali nelle Strade Bianche, prima gara di questa anomala stagione estiva, e per fortuna dello Squalo se l'è cavata solo con qualche contusione che non ne ha compromesso la stagione. Qualche giorno dopo c'è stato il grave incidente nella volata conclusiva di una tappa del giro di Polonia che ha lasciato in coma artificiale, da cui si è poi fortunatamente risvegliato, l'olandese Jakobsen, letteralmente inghiottito dalle transenne. Ora si sta riprendendo dalle molteplici fratture al volto che ha riportato. Appena 48 ore è finito in ospedale, sempre in Polonia, anche il francese Delage, portato via con l'elicottero. Poi Evenepoel, caduto da un ponte e ora alle prese con la frattura del bacino (stagione finita per lui, oggi dovrebbe tornare in Belgio) e una contusione al polmone destro. Per non parlare del tedesco Maximiliam Schachmann (Bora-Hansgrohe) che si è rotto la clavicola destra dopo essere stato investito da un'auto che non faceva parte della carovana del Giro di Lombardia, ma è riuscito a risalire in sella e a terminare al settimo posto.
Insomma, la lista è lunga e bisogna correre ai ripari, altrimenti i ciclisti sono pronti ad azioni estreme, e non si può dar loro torto.