Calcio a 5 sordi, quando fare sport è una festa

26 Febbraio 2018

Tre giorni di sfide per il campionato italiano. Terza piazza al Pescara nella finalina con Potenza

PESCARA. Lo sport come strumento di integrazione, condivisione e festa. La tre giorni che Pescara ha dedicato al calcio a 5 dei sordi è stata tanto importante dal punto di vista sportivo, quanto da quello sociale. Le migliori otto squadre italiane, giunte in Abruzzo da Bari così come da Torino, abbracciando di fatto tutto lo Stivale, si sono sfidate sul parquet del Pala Giovanni Paolo II, per eleggere i nuovi campioni d’Italia.
Che tanto nuovi poi non sono, visto che ad alzare il trofeo è stato il Real e Non Solo, campione in carica e autentico protagonista della finalissima giocata ieri contro Torino. Il 5-0 con cui si è chiuso il confronto la dice lunga sulla supremazia dei milanesi, al quinto successo nella competizione. A difendere i colori di casa ci ha pensato il Pescara del presidente Massimo Cappelli, l’artefice della macchina che ha portato per la prima volta da queste parti la fase finale che assegna il tricolore. Agrodolce il bilancio dei biancazzurri; la soddisfazione per aver conquistato la terza piazza nella finalina con Potenza (3-0 il risultato, con doppietta di Bragaglia e rete di Melatti), non può mitigare l’amarezza per aver visto sfumare l’accesso alla finalissima, cedendo nella semifinale ai rigori, contro Torino, dopo aver sciupato il triplo vantaggio. Nelle altre due partite che hanno aperto l’ultima giornata della manifestazione, Reggio Emilia si è aggiudicata il sesto posto battendo la Sss Milano per 7-1, mentre Bari ha battuto 4-0 Frosinone nella sfida utile a evitare l’ultima posizione. Ma se in campo nessuno ha fatto sconti, fuori l’evento è stato soprattutto una festa per tutta la comunità dei non udenti. Tra pranzi, cene e svago, l’occasione si è trasformata in un momento di aggregazione che questi ragazzi non dimenticheranno facilmente. Si conoscono praticamente tutti, sono legati da una forte amicizia e anche a Pescara hanno ribadito che il risultato del rettangolo di gioco non scalfisce le certezze costruite nella vita di tutti i giorni. Basti pensare che le squadre alloggiavano tutte nello stesso albergo, per volontà dei giocatori e delle singole società. Senza dimenticare gli appassionati, arrivati anche dalle regioni vicine, per sostenere i ragazzi dalle gradinate del palasport. Non sono stati fermati né dal maltempo, né dal piccolo black-out di ieri mattina. Qui, passione per lo sport e senso di appartenenza sono valori che vincono su tutto.
Adriano De Stephanis
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