CALCIO A PORTE CHIUSE UNA PIETANZA INSIPIDA
Non è il calcio, l’hanno detto tutti ieri. Ed è uno dei motivi per cui, domani, con ogni probabilità il mondo del pallone si fermerà adeguandosi all’emergenza coronavirus che sta bloccando l’Italia....
Non è il calcio, l’hanno detto tutti ieri. Ed è uno dei motivi per cui, domani, con ogni probabilità il mondo del pallone si fermerà adeguandosi all’emergenza coronavirus che sta bloccando l’Italia. In realtà il ministro dello sport Spadafora ieri mattina si è svegliato auspicando uno stop immediato, spalleggiando la richiesta dell’Aic di Tommasi. Un invito che la Lega di A non ha raccolto rifacendosi all’ultimo decreto (quello di sabato notte) del consiglio dei ministri, di cui Spadafora fa parte, che consente al calcio professionistico di andare avanti a porte chiuse. Però, va detto che vedere le partite in televisione stona con quello che è l’umore e l’andamento del Paese con la testa al coronavirus più che ad altro. Il messaggio del governo è quello di stare a casa il più possibile per limitare il contagio, solo fermando il mondo del pallone sarà più chiaro ed efficace. E, detto francamente, non è calcio vero. Non c’è pathos. Non è più uno spettacolo. Non c’è gusto. Sembra una pietanza insipida. E comunque la sensazione è che il consiglio federale di domani possa decidere di fermare il pallone, adeguandosi a quello che stanno facendo le altre federazioni. Ad onor del vero il mondo del calcio vorrebbe che fosse il governo a bloccare le gare con un decreto; l’alternativa è continuare a porte chiuse fino al primo contagio tra calciatori o staff che avrebbe come conseguenza la sospensione del campionato. Ci sarebbe una terza via: stop di 30-45 giorni e ripartire a porte chiuse, con il rinvio dell'Europeo di un anno.
Juventus-Inter, argomento di battaglia degli ultimi giorni a tutti i livelli, ha confermato la supremazia dei bianconeri evidenziata già nella gara d’andata al Meazza. Successo meritato e la Vecchia Signora si è ripresa la vetta della classifica, scavalcando la Lazio. Probabilmente, estromettendo i nerazzurri dalla lotta scudetto. Dopo le ultime incompiute ha reagito bene.
D’altronde, a questi livelli contano gli stimoli e battere l’Inter per i bianconeri alla corte di Andrea Agnelli è un motivo d’orgoglio tanto più se allenata dall’ex Antonio Conte. Riprende fiato anche Maurizio Sarri che si gode una buona prestazione dopo una serie di stenti. Deve ribaltare il Lione in Champions per rimettersi in carreggiata.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

