Calcio di serie A in crescita: ci sono più tifosi allo stadio

13 Settembre 2024

Un milione di spettatori dopo tre giornate di campionato: è quasi record Si va verso la media di 32mila spettatori a partita, mille in più rispetto al 23-24

PESCARA. «Che bello è, quando esco di casa, per andare allo stadio...». Ricordate questo coro travolgente cantato dai tifosi in tutte le curve d’Italia? Non solo non è passato di moda, ma racconta oggi di numeri record della serie A italiana in termini di presenze sugli spalti. Un milione di spettatori negli stadi nelle prime tre giornate di campionato. I tifosi sembrano preferire gli spalti alla fantozziana combo divano-tv.
Nelle prime tre giornate del nuovo campionato le presenze negli impianti hanno raggiunto numeri da record: in 306mila nei dieci campi della serie A nel primo turno della settimana di Ferragosto. Poi 322mila nella seconda giornata (24-26 agosto). La crescita è continuata nel terzo turno arrivando a quota 341mila e cinquecento. Le metropoli, casa delle big, in cima alla classifica: San Siro sempre pieno sia con i campioni d’Italia dell’Inter che con il Milan, l’Olimpico, l’Allianz Stadium, il Maradona. Ma non solo loro: entusiasmo contagioso al Dall’Ara di Bologna e a Marassi, casa del Genoa (ma pienone anche per la Samp in B). E via via tutti gli altri.
I numeri degli abbonamenti sottoscritti dai tifosi dei venti club della massima serie avevano già fatto intuire settimane fa che quella appena iniziata sarebbe stata una stagione di passione: 40mila i tifosi dell’Inter, 39mila quelli del Milan, 38mila per la Roma. Questo il podio della serie A. Il quarto posto? Va al Genoa, con 28.093 tessere sottoscritte. Poi Lazio (27mila), Napoli (22mila) e un’altra provinciale che ha voglia di stupire: il Lecce con 21.621 cuori abbonati alla formazione salentina, dopo la brillante salvezza ottenuta nella passata stagione.
Nonostante - eccezione va fatta per Torino, Udine e Bergamo - i nostri siano gli impianti più vecchi d’Europa, i seggiolini sono pieni. Pienissimi, a rileggere bene il dato complessivo: il totale dei presenti delle prime 30 partite di A è arrivato a 969.837. La sensazione è che la soglia del milione verrà ampiamente superata e staccata dalle statistiche delle prossime settimane, con l’arrivo dei primi big match del campionato: Atalanta-Fiorentina, Inter-Milan, Fiorentina-Lazio e Juve-Napoli. Si riparte, dopo la sosta, da Como-Bologna ed Empoli-Juve, i primi appuntamenti della 4a giornata.
La stagione 2024-25 potrebbe toccare una media di 32 mila tifosi a gara, superando i 30.967 del 2023-24, l’annata con più fan sugli spalti dal 1997-98 a oggi. Al culmine dei gloriosi Novanta, la Lega Calcio registrò una media di 31.223 persone per ciascun incontro.
La speranza è che l’onda positiva che si sta alzando sia la grande occasione per i club e per i vertici federali per rendere il rito dello stadio sempre più radicato e consolidato, anche tra le nuove generazioni. Come? Con interventi urgenti agli stadi più obsoleti del massimo campionato, con le iniziative di marketing mirate e con una politica di prezzi che favorisca ancora di più l’afflusso sugli spalti (e non facendo l’opposto, ovvero alzando alle stelle i prezzi dei biglietti). Perché se i club vogliono tenersi a galla, ampliare la loro fetta di mercato e garantirsi un seguito anche in futuro, non possono badare solo agli incassi di oggi e domani, ma costruire l’irrefrenabile “guasto d’amore”, come lo chiamerebbe il cantautore genovese e genoano Bresh, con una politica ad hoc il sentimento di appartenenza e il coinvolgimento nelle future generazioni.