Calcio e accoglienza: a Torre de’ Passeri un esempio di integrazione che frutta gol

7 Febbraio 2018

C'è chi agli immigrati spara da un'auto in corsa e chi, invece, li accoglie a braccia aperte cercando, attraverso il calcio, di integrarli nel proprio tessuto sociale. Accade a Torre de' Passeri,...

C'è chi agli immigrati spara da un'auto in corsa e chi, invece, li accoglie a braccia aperte cercando, attraverso il calcio, di integrarli nel proprio tessuto sociale. Accade a Torre de' Passeri, paesino (poco più di tremila anime) dell'entroterra pescarese la cui squadra, denominata Torre Calcio, è iscritta da quest'anno al girone A del campionato di Terza categoria. Da qualche mese, infatti, nelle file della formazione Juniores, ma con diverse presenze anche nella squadra maggiore, oltre a tre rumeni (i difensori Remus Vasile Salagianus, classe 2000, e Semir Plaste, class '97, e la punta del '99 Grigore Cristian Salagianus) militano anche quattro ragazzi africani.
Tutti arrivati in Italia dai barconi, dopo aver lasciato nei loro Paesi d'origine le famiglie. Attualmente alloggiati a Pescara, al Centro di accoglienza in zona Porta Nuova, i quattro fanno la spola tra le due località grazie alla disponibilità di Sandro Pierdomenico, l'allenatore della squadra Juniores che due volte a settimana (per gli allenamenti) e i giorni in cui si gioca, li preleva e li riporta con la propria auto. «Lo faccio volentieri», commenta il tecnico di Villanova, «essendo di un'educazione e una serietà uniche, dalla quale dovrebbero prendere esempio tanti nostri giovani connazionali». Versione, questa, confermata anche dal presidente del club granata Marino Di Domenico, che in occasione della gare interne della Torre Calcio, è solito ospitarli a pranzo in casa sua. «Hanno legato molto», spiega, «sia con mio figlio Mattia che con i loro coetanei, e del resto è impossibile non volergli bene, soprattutto dopo aver conosciuto le loro storie e ciò che hanno passato». Certo, la lontananza da genitori e famigliari si fa sentire, ma il calcio e l'affetto dei nuovi amici, aiuta a sopportare meglio certe mancanze. Specie in domeniche come l'ultima, davvero speciale per due di loro. In occasione infatti del vittorioso confronto con i Warriors Soccer, i grandi protagonisti del 4-3 finale sono stati proprio, con i loro gol, il 20enne attaccante senegalese Yaffa Djbrill Balde, autore di una tripletta, ed il trequartista nigeriano (anch'egli del '97) Marvis Osazuwa, che ha completato il poker di reti granata. Ad essi vanno poi aggiunti l'altro '97, il difensore nigeriano Roland Edebord, ed il più giovane dei quattro, il 19enne centrocampista ivoriano Oscar N'Guessan. «Pian piano, stanno imparando a capire ed a parlare la nostra lingua», prosegue il presidente Di Domenico, «il che dovrebbe favorirne l'integrazione, comunque già buona». Peccato però che non tutti la pensino così. «Per fortuna è accaduto di rado», sottolinea il dirigente della Juniores Mauro Rosini, «ma in alcune occasioni c'è stato qualche ragazzo che ha usato nei loro confronti epiteti di stampo razzista. Frutto più che altro dell'ignoranza e del pregiudizio. Basterebbe infatti conoscerli meglio», conclude Rosini, «per rendersi conto di quanto stupide siano certe frasi». (s.d.c.)
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