calcio serie c - parla l’ex

8 Giugno 2020

TERAMO. Si apre una settimana importante in casa Teramo. Oggi il consiglio federale renderà finalmente note le modalità per portare a termine la stagione in serie C, con i biancorossi spettatori...

TERAMO. Si apre una settimana importante in casa Teramo. Oggi il consiglio federale renderà finalmente note le modalità per portare a termine la stagione in serie C, con i biancorossi spettatori interessati in chiave play off. Mercoledì, poi, sono in programma i primi tamponi per i tesserati, che precederanno di qualche giorno la ripresa degli allenamenti. A parlare del momento dei biancorossi è l'ex bomber e capitano Andrea Bucchi, 36 anni, che a Teramo ha vissuto quattro stagioni da protagonista, tra il 2011 e il 2015, e che ancora si diverte a segnare nei campionati dilettantistici delle Marche.
Bucchi, che calcio vedremo dopo più di tre mesi di pausa?
«È una situazione mai vissuta in precedenza, perciò le incognite sono tante. Giocare senza pubblico, almeno in questa prima fase, potrebbe influire sulla testa dei giocatori e sull'esito di alcune gare. Tornare in campo è però una cosa positiva, perché vuol dire che la situazione sanitaria del nostro Paese è migliorata. Il calcio può aiutare la gente a vedere la luce in fondo al tunnel».
Ci saranno maggiori difficoltà per i club di serie C?
«Il protocollo medico da rispettare è un problema, ma lo è in tutte le categorie. In serie C la struttura, la serietà e l'organizzazione di una società faranno la differenza. Emergerà ancora di più chi è in grado di ambire a qualcosa di importante».
Per il Teramo si profilano i play off da giocare contro il Catanzaro o la Virtus Francavilla. I ragazzi di Di Mascio potrebbero fare strada?
«La rosa è valida, ci sono i presupposti per fare bene. Il Teramo, tra l'altro, ha il vantaggio di giocare senza avere nulla da perdere e questo lo può fare diventare la mina vagante dei play off. Non sarebbe male evitare la lunga trasferta di Catanzaro».
Si aspettava di più dal Teramo?
«Quando si riparte da zero e con una squadra nuova non è facile ottenere subito i risultati sperati. Ci sono degli step da superare. Qualcosa in più dell'ottavo posto si poteva fare, ma il calcio non è una scienza esatta e il girone C è sempre il più duro da affrontare».
Qual è la squadra favorita per i play off?
«Il Bari ha tutte le credenziali per arrivare in B tramite gli spareggi. Faccio il tifo per mister Vivarini, al quale mi lega un rapporto di stima reciproca dai tempi di Teramo».
Un anno fa, a Teramo, si è chiusa l'era Campitelli. Che ricordo ha dell'ex presidente?
«Di Luciano Campitelli conservo bellissimi ricordi, sia sul piano calcistico che umano. Nel 2013, quando mi ruppi il crociato, mi allungò di un altro anno il contratto e apprezzai quel gesto. Campitelli ci metteva passione e ha fatto tanto per il Teramo. Non potrò mai dimenticare la festa per la promozione in B al rientro da Savona (nel 2015, ndc), al di là di come poi è andata a finire».
Qualche mese fa è tornato in pista, con il Latina, il ds Marcello Di Giuseppe.
«Sono contento per lui, c'è una bella amicizia. Di Giuseppe è tra i direttori sportivi più competenti in circolazione. Gli auguro di togliersi nuove soddisfazioni».
Che futuro vede per il Teramo?
«Il presidente Franco Iachini ha risorse importanti, poi c'è uno stadio-gioiello come il Bonolis. Il Teramo può tornare un giorno a sognare il salto in B a patto che sia una giusta programmazione. Il mio tifo è assicurato. Porto sempre nel cuore i colori biancorossi».
Gaetano Lombardino
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