Calcio, tacchi e passione Dieci donne al comando

20 Agosto 2015

Ecco le storie delle presidenti delle società dilettantistiche abruzzesi Con le segretarie la quota rosa sale a 60. Ortolano (Figc): dato positivo

PESCARA. Per anni hanno costituito l'eccezione. Adesso "rischiano" di diventare la regola. Almeno qui in Abruzzo. Sono le donne prestate al calcio. Spulciando i documenti federali, relativi ai club affiliati alla Federazione, si scopre infatti che sono circa una trentina le società che hanno affidato ad una rappresentante di sesso femminile la poltrona presidenziale. Ed altrettante ricoprono l'incarico di segretaria. Ruoli importanti e peraltro conteggiati per difetto, trattandosi di dati relativi alla stagione appena conclusa e dunque suscettibili di ulteriore aumento. «È un dato positivo che fa riflettere, smentendo decisamente certi luoghi comuni, tanto in voga nel mondo del calcio».

A parlare così è il presidente del comitato regionale della Figc Abruzzo Daniele Ortolano, che molte delle dirigenti in questione le conosce personalmente. «È vero, e dunque parlo con cognizione di causa quando sostengo che per competenza, passione e professionalità, non hanno davvero nulla da invidiare ai loro colleghi maschi. Anzi, avendo una spiccata capacità di dialogo e di comprensione, spesso riescono dove gli altri falliscono, così come le loro esperienze famigliari rappresentano sicuramente un vantaggio quando si ha a che fare con le Scuole Calcio e, di conseguenza, con i più piccini. Insomma, non credo di scoprire niente di nuovo se dico che il loro ingresso nel mondo del calcio ha portato solo benefici all'intero sistema, trasformandole semmai in un valore aggiunto». A tale riguardo, rispetto agli altri Paesi, l'Italia è comunque anni luce indietro, anche se sta pian piano recuperando terreno. Certo, l'infelice frase sessista scappata al neo presidente della Lega Nazionale Dilettanti Felice Belloli (sfiduciato, proprio per questo, dal Consiglio direttivo e costretto a lasciare l'incarico) ha rappresentato una macchia nel progetto di espansione delle cosiddette "quote rose".

Che considerando la limitata estensione geografica del nostro territorio, vedono l'Abruzzo tra le regioni in prima fila per l'impiego delle donne nei club. Ce ne sono di note e meno note; giovani e meno giovani, ma tutte accomunate da un'identica passione (naturale o indotta che sia) per il gioco del calcio. Passione trasmessa a figli e nipoti, e persino nei rispettivi ambienti di lavoro. Le troviamo al comando di società di puro settore, ma anche nelle categorie inferiori, compreso il calcio a 5.

A proposito del quale, va segnalato il caso, probabilmente unico, dell'attuale direttrice della casa circondariale di Villa Stanazzo (a Lanciano) Maria Lucia Avvantaggiato. Che dall'estate scorsa ricopre anche l'incarico di presidentessa della Libertas Stanazzo, squadra interamente formata da detenuti e reduce dalla partecipazione al campionato di serie D di futsal.

Stefano De Cristofaro

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