Calvarese: «Troppe pressioni sugli arbitri»

24 Ottobre 2021

L’ex fischietto teramano ha diretto l’ultimo Juve-Inter: «Potevo gestirlo meglio, è stata la gara più difficile della mia vita»

TERAMO. Questa sera alle 20.45 c’è il derby d’Italia, quell’Inter Juventus che sa regalare sempre tante emozioni. L’ultimo match, lo scorso anno, lo ha diretto il fischietto di Teramo Giampaolo Calvarese ed è stata la sua ultima partita di una carriera brillante. E sulle colonne del Centro Calvarese si racconta partendo proprio da quell’incontro. «È stata una gara complicatissima, forse la più difficile per me. Ci sono tante pressioni anche per gli arbitri! Come ho già detto avrei potuto gestirla meglio e me ne rammarico».
E invece dell’episodio di Cuadrado? È stato molto criticato per quel rigore dato alla Juve.
«È un giocatore difficilissimo da arbitrare, io studiavo tutti i calciatori e ci sono alcuni di difficile lettura. Il colombiano della Juventus è uno di quelli».
Questa sera fischierà Mariani di Aprilia, farà bene? «Penso che sia cresciuto tantissimo e che Rocchi sia un ottimo designatore, se lo ha scelto vuol dire che è l’arbitro giusto per questa difficilissima partita».
Per gli arbitri è un momento difficile?
«L'arbitro è una componente del gioco, si va in campo con tre squadre e quella arbitrale può sbagliare come le altre».
Il riferimento è alle polemiche che ci sono state dopo la decisione di Orsato di non dare il vantaggio alla Roma e di fischiare subito il rigore. Ha sbagliato?
«Per me no, non ha sbagliato lui. Non credo che sia un errore grave fischiare un rigore precipitosamente, una cosa però la dico. Credo che Orsato non fosse sereno, ma non per colpa sua». Affermazione forte, cosa intende?
«Stimo e conosco Daniele molto bene, e sono convinto che il designatore e gli arbitri fanno di tutto per preparare una gara nel miglior modo possibile ma poi spetta a l'Aia preoccuparsi di tutelarli. Non si pensi solo a dinamiche elettorali che portano solo al potere personale. Il focus deve rimanere sugli arbitri in genere, non sui dirigenti, altrimenti non è un buon lavoro».
Ma del nuovo corso dell’Aia cosa ne pensa? «Trentalange sta facendo bene anche se ultimamente fatica su temi importanti, ma come nelle migliori famiglie non tutto gira per il verso giusto. Mi sorprende, ad esempio, vedere come il vicepresidente Baglioni, uscito dalla vicenda processuale di Calciopoli, ora che è nella governance abbia adottato una determinazione per il reintegro di Paolo Bergamo». Sono piovute critiche anche sul suo collega Davide Massa appena reintegrato dopo la vicenda dei rimborsi, che dirigerà Roma Napoli.
«Credo sia un ottimo arbitro e la storia dei rimborsi mi sembra una bufala gigante. Conosco da anni Davide, è una persona integerrima e questa storia dei rimborsi gli ha levato l'opportunità di diventare élite. Era lui l'erede naturale di Orsato».
Cosa pensa del sistema calcio dopo tutto questo tempo sui campi? «È un segmento da tutelare. Ho grande stima di chi guida la Lega e soprattutto di chi è a capo della Figc. Il presidente Gravina è riuscito a tenere in piedi un sistema calcio che sa sempre far emozionare e farci sognare come all’europeo».
Enrico Giancarli