Campagnaro: si può anche col falso nueve

Il difensore: Bergessio ok, ma stiamo bene anche così
PESCARA. Hugo Campagnaro si è ripreso il Pescara. Al Mapei Stadium contro il Sassuolo il difensore argentino è rimasto in campo per tutta la partita senza accusare fastidi. Per fortuna, il polpaccio provato dalle tante battaglie in carriera (390 gare, 200 in serie A) non ha fatto di nuovo le bizze. Una bella notizia per Massimo Oddo, che nella stagione regolare del torneo scorso lo ha avuto a disposizione per 13 partite (11 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta). Poi, però, nel momento decisivo, Hugo è rientrato alla grande disputando i play off (4 match, 3 successi e 1 pareggio). In pratica, con El Toro in campo il Pescara ha avuto un rendimento pazzesco (44 punti in 17 gare). A 36 anni, una nuova sfida: guidare il Delfino verso la salvezza. «Sono felicissimo di essere rimasto qui per un altro anno», afferma Campagnaro, «avevo scelto Pescara in B, figuriamoci ora che posso gustarmi un altro torneo di A».
Un campionato che Campagnaro conobbe nel lontano 2002 col Piacenza. «A quei tempi la A era il miglior torneo del mondo, invece, da 6 o 7 anni a questa parte, il livello è un po’ calato. Comunque sia, per noi sarà una stagione molto dura».
Il Pescara se la gioca con la vecchia ossatura e qualche innesto di qualità. «E’ stata una scelta giusta. La società ha operato benissimo costruendo una rosa composta da due calciatori per ogni ruolo. C’è la necessaria concorrenza interna e tutti lavorano per diventare titolari».
Il buon impatto con la massima serie conferma che la salvezza non è una chimera. «Daremo tutto e alla fine faremo i conti» Eppure, i tifosi attendevano l’arrivo di una punta. «Il nostro modo di stare in campo può fare a meno di un attaccante di ruolo. In passato, tante squadre hanno utilizzato il falso nueve ottenendo grandi risultati, ad esempio il Barcellona. Nelle gare contro Napoli e Sassuolo, Caprari si è mosso benissimo e poi abbiamo tante altre soluzioni».
Sul mercato c’è il suo connazionale, Gonzalo Bergessio. «L’ho marcato tante volte e spesso mi ha creato qualche problema. E’ uno che non molla mai, davvero un grande attaccante». Altri due argentini chiacchierati negli ultimi tempi: Pablo Daniel Osvaldo, che ha smesso di giocare per diventare una rockstar, e Gonzalo Higuain, passato dal Napoli alla Juventus. «Ho giocato con Osvaldo all’Inter, condividiamo la passione per la musica. la sua scelta va rispettata, gli auguro tutto il bene di questo mondo. Higuain è un professionista, vuole vincere. Mi dispiace per la situazione che si è creata, conosco i napoletani e mi auguro che le delusione possa svanire col tempo, perché Gonzalo ha dato tanto agli azzurri».
Domenica si torna in campo. L’avversario è l’Inter di Mauro Icardi. «Ho giocato con lui due anni a Milano. Dovremo stare molto attenti, a Mauro bastano pochi centimetri di spazio per punirti: è un vero bomber».
Rispetto sì, paura no. D’altronde Campagnaro è sempre più il leader del gruppo. «Beh, forse per l’età», scherza l’ex interista, «cerco semplicemente di dare consigli a tanti ragazzi che hanno voglia di imparare. Qui nessuno è permaloso, invece nella mia carriera ne ho visti tanti che a 20 anni credevano di essere già dei fenomeni».
Il cammino sarà pieno di insidie, ma il Pescara ha le armi per lottare fino in fondo. «Oddo ci sta guidando come ha fatto nella passata stagione. Giochiamo sempre a viso aperto. Il suo è un calcio frizzante, che piace a noi e ai tifosi. Finora, anche in A, i riscontri sono stati positivi, però non bisogna mai allentare la tensione, perché la salvezza si conquista con sacrificio e sudore». E se in campo c’è un leader come lui, tutto può diventare più facile.
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