Campitelli: al Teramo serve un bomber per salvare l’anno

11 Gennaio 2016

Il patron biancorosso traccia il bilancio del girone d’andata «Finora meritiamo il 6, ma bisogna conservare la categoria»

TERAMO. Il girone d’andata si è chiuso con il Teramo in piena zona play out. I biancorossi, in attesa di scoprire finalmente se e quanti punti della penalizzazione verranno tolti (quando si conoscerà la decisione della Corte d’Appello federale?), sono alle prese con una classifica deficitaria. Urge un cambio di passo per risalire la china.

Il patron Luciano Campitelli, all’indomani dello scialbo 0-0 con il Pontedera, prova a suonare la carica. «Si riparte agguerriti e combattivi per affrontare al meglio il girone di ritorno», dice Campitelli. «C’è molto da lottare, ma bisogna arrivare alla quota-salvezza nel più breve tempo possibile. Restando uniti e compatti usciremo da questo difficile momento. La Lega Pro è un patrimonio da conservare ad ogni costo perché, se si retrocede, diventa un’impresa risalire. I tifosi devono stare tranquilli. In questi giorni sarò molto vicino alla squadra. È l’anno più difficile della mia gestione e, perciò, tutta la città deve stringersi intorno a questi colori».

Che voto darebbe il presidente al girone d’andata disputato dal Teramo? «La sufficienza», risponde Campitelli, «ma si poteva fare di più. I sei punti di penalizzazione, ovviamente, stanno pesando parecchio. È inutile, però, crearsi degli alibi».

È tempo di mercato. Ci saranno novità a breve? «Sì. Bisogna muoversi con intelligenza e trovare le persone giuste. A chi arriverà non farò un contratto di sei mesi», precisa Campitelli, «ma ci legheremo a giocatori con i quali impostare il futuro. È un punto di partenza fondamentale se si vogliono costruire delle basi solide. In che reparto interverremo? L’attacco è sicuramente il reparto nel quale soffriamo di più. Facciamo fatica a buttarla dentro. Un bomber di razza, pertanto, servirebbe a sbloccare gare come quella con il Pontedera. Ci stiamo guardando intorno».

Tante le piste monitorate per rinforzare l’attacco. Ai nomi di Petkovic e Cissè va ad aggiungersi quello di Francesco Forte (’93), ex Forlì e Lucchese, che sarebbe in uscita dalla Cremonese. Sul fronte-partenze, dopo le voci degli ultimi giorni (in particolare sul conto del terzino Scipioni, finito nel mirino della Salernitana), Campitelli lancia un messaggio ben preciso. «Chi vuole giocatori di nostra proprietà e legati a noi da contratti lunghi deve tirare fuori i soldi. Noi non svendiamo né regaliamo nessuno. Il discorso, quindi, vale per Scipioni e per gli altri che hanno contratti pluriennali».

Capitolo-società. A che punto è la trattativa con gli imprenditori romani interessati a rilevare quote di minoranza del club? «È una fase di riflessione», taglia corto Luciano Campitelli. «Al momento non c’è ancora nulla di concreto. Vedremo. Questi sono discorsi futuristici. Le porte della società, per chi vuole avvicinarsi, sono spalancate. Pensiamo al presente e ai punti da fare per raggiungere la salvezza. Sabato, con l’Ancona, mi aspetto il ritorno alla vittoria».

Gaetano Lombardino

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