Campitelli: chiedo scusa, riporterò il Teramo in B

«Purtroppo non mi sono circondato soltanto di persone corrette»
TERAMO. «Sarà un Teramo forte e competitivo. Faremo di tutto per vincere di nuovo il campionato». Luciano Campitelli non molla ed è pronto a nuove sfide al comando del Teramo. Il patron biancorosso, in una sala San Carlo gremita, ha parlato ieri mattina a stampa e tifosi del futuro del Diavolo, condannato a ripartire dalla Lega Pro (con -6) dopo il processo sportivo sulla presunta combine della gara di Savona. Campitelli, visibilmente emozionato, ha chiesto scusa ai tifosi (ricevendo in cambio un lungo applauso) per «non avere difeso ciò che è stato conquistato sul campo» e per non essersi circondato «solo di persone corrette». Nei suoi 22 minuti di discorso, Campitelli ha spronato i presenti a "ripartire insieme" invitandoli però a «chiudere la porta» e a «guardare avanti senza rimorsi» dopo avere assaporato il sogno della B e avere vissuto momenti indelebili.
Campitelli ha poi voluto ringraziare tutte le persone che gli sono state vicino, dal sindaco Brucchi («ha fatto di tutto per difenderci») all'ex presidente Giovanni Cerulli Irelli («ho conosciuto una grande persona»), passando per la famiglia, gli avvocati, i giocatori rimasti, i partner commerciali e i suoi più stretti collaboratori.
Gli scenari. Durante i ringraziamenti, Campitelli ha annunciato che «si riparte da mister Vivarini, grande uomo e grande allenatore», scacciando quindi i dubbi sulla permanenza del tecnico di Ari, e ha elogiato il lavoro del coordinatore generale Gianluca Scacchioli. Quest'ultimo (ed è una delle novità emerse ieri) ricoprirà anche il ruolo di direttore sportivo, almeno per questa fase di mercato. Nei prossimi giorni verrà invece presentato il nuovo Cda societario, del quale Campitelli sarà presidente. Nel nuovo Cda ci sarà un consiglio di "saggi", composto da persone dalle spiccate qualità morali sulle quali Campitelli ripone estrema fiducia e stima. «Congelata», ma ancora in ballo, la prospettiva di nominare un amministratore delegato (con poteri di firma). L'obiettivo di Campitelli, infatti, è quello di ottenere a breve, tramite un nuovo ricorso al Collegio di garanzia del Coni, la revoca della sua inibizione (di 3 anni) e quindi di continuare a ricoprire regolarmente la carica di presidente del Teramo. Presto, inoltre, saranno avviate le procedure per la risoluzione del contratto con il ds Marcello Di Giuseppe, inibito per quattro anni.
Il mercato. La rosa a disposizione di Vivarini ha bisogno di innesti urgenti. C'è tempo fino al 20 settembre per operare sul mercato, ma il tempo stringe: tra sette giorni, al Bonolis, arriva il Pisa di Gattuso per l'esordio in campionato. «Lunedì (domani, ndc) arriveranno tre giovani del Pescara molto bravi (gli indiziati sono Monni, Cappelluzzo, Forte, Bulevardi e Paolucci, ndc)», ha annunciato Campitelli, che ha anche ammesso di avere parlato con i biancazzurri di un possibile ritorno di Lapadula. Un'ipotesi, quest'ultima, complicata e remota (salvo clamorose sorprese). «Ma almeno un paio di attaccanti bravi li prendiamo», ha aggiunto il patron, «cercando di accontentare Vivarini, senza dimenticare che abbiamo a disposizione un certo Da Silva, sul quale puntiamo parecchio».
Il budget di questa stagione, a detta di Campitelli, sarà superiore di un milione di euro rispetto allo scorso anno: si aggirerà infatti intorno ai 3 milioni e 600 mila euro.
Il faccia a faccia. Un'altra sfida attende Luciano Campitelli nei prossimi mesi: riguadagnare l'appoggio e la fiducia della curva. Ciò che è accaduto questa estate, con la condanna del Teramo alla perdita della B, ha lasciato il segno tra gli ultrà della Est. Fin dal primo giorno dell'inchiesta sulla presunta combine di Savona, i gruppi "Teramo Zezza" e "Sedici Gradoni" si sono tenuti in disparte, sospendendo ogni giudizio sulle persone coinvolte nella vicenda. Una linea coerente e ben precisa. A Roma, per esempio, gli ultrà non hanno fatto parte della delegazione di tifosi presenti per il processo d'appello. C'è dunque un distacco dalla dirigenza. E questo distacco è emerso anche durante l'incontro (di circa un'ora e mezza) avuto giovedì sera al Bonolis con il presidente Campitelli, che ha esposto agli ultrà la sua intenzione di andare avanti e provare a vincere di nuovo il campionato. Si tratta di una "freddezza" inedita in questi sette anni di successi sotto la gestione-Campitelli. C'è curiosità, adesso, per vedere cosa faranno gli ultrà e che linea porteranno avanti nei confronti della società.
Di sicuro i giocatori continueranno a godere del loro totale appoggio: anche ieri mattina, in occasione della partitella con la Berretti vinta 3-0, gli ultrà erano al Bonolis ad incitare la squadra come se si trattasse di una gara di campionato.
Gaetano Lombardino
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