Campitelli e Di Giuseppe potrebbero saltare gli interrogatori

27 Giugno 2015

Scommesse, l’avvocato del Teramo Chiacchio chiarisce: «Sarebbero sufficienti solo gli atti in arrivo da Catanzaro»

TERAMO. Il procuratore federale Stefano Palazzi potrebbe rinunciare agli interrogatori sulla presunta combine di Savona-Teramo. E quindi "accontentarsi" degli atti in arrivo da Catanzaro per stabilire le eventuali pene da scontare.

È uno scenario possibile alla luce della tempistica ristretta e del gran numero di inchieste nelle mani di Palazzi? «Sì, non lo si può escludere», risponde l'avvocato napoletano Eduardo Chiacchio, chiamato a difendere il Teramo sul piano sportivo, «è una scelta che la procura federale può tranquillamente mettere in pratica se gli atti in arrivo da Catanzaro fossero già esaustivi. Al momento, comunque, è prematuro sbilanciarsi. Tra l'altro non sono ancora a conoscenza degli atti dell'inchiesta che riguardano la formazione biancorossa. Aspettiamo e vediamo».

Lo stesso Chiacchio, nei giorni scorsi, si era espresso così sulla vicenda della presunta combine del match del 2 maggio: «Non sarà lesinato alcuno sforzo perché si giunga alla verità e quindi alla dimostrazione dell'estraneità dei fatti contestati a Campitelli. Il presidente è una persona limpida e pulita. Sono fiducioso».

Il patron biancorosso e il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe, quindi, restano in attesa delle mosse di Palazzi e dell'evolversi degli eventi. Non ci sono, per adesso, le convocazioni per le audizioni da parte della procura Figc.

È da questi intrecci che passa il futuro calcistico del Teramo, che ormai da 17 giorni convive con l'incubo di perdere la B conquistata sul campo al termine di una memorabile cavalcata. Sul fronte della giustizia ordinaria, è una fase di stand-by. Il pm di Catanzaro, Elio Romano, non si è ancora espresso sulla possibilità di accogliere la richiesta di spostare le indagini a Savona avanzata in settimana dall'avvocato Renato Borzone (che difende Campitelli sul piano penale).

I vertici del calcio italiano, intanto, restano con il fiato sospeso. Le inchieste piovute da Cremona, Catanzaro e Catania costringeranno Palazzi ad un super lavoro e il rischio di un inizio posticipato dei campionati si fa sempre più concreto.

Gaetano Lombardino

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