Campitelli: se ci salveremo sarà come una promozione

Il presidente biancorosso: «A gennaio cercheremo di dare via 8-9 giocatori per prendere quattro elementi di spessore». In partenza anche il difensore Caidi?
TERAMO. E' stato un Capodanno amaro in casa Teramo. La bruciante sconfitta di Bassano ha reso ancora più complicata la situazione di classifica dei biancorossi, scivolati adesso a -3 dall'ultimo posto utile per evitare i play out.
Nell'ambiente c'è grande scoramento. Non a caso dopo la partita di venerdì il vice presidente Ercole Cimini ha detto: «Mi vergogno di questa squadra».
La pausa del campionato (si torna in campo il 22 gennaio, al Bonolis, contro la vice capolista Pordenone) è arrivata forse nel momento più opportuno per riflettere e intervenire. Il mercato, al via domani, rappresenta un'àncora di salvezza per provare a dare una svolta alla stagione e cambiare passo. L'aria, comunque, è molto pesante. Tutti sono in discussione (ma la posizione del tecnico Lamberto Zauli non sembra essere a rischio) e in tanti potrebbero andare via nei prossimi giorni. Anche se non sarà un compito facile piazzare altrove i partenti o trovare un accordo per rescindere il contratto.
Al termine della gara di Bassano è circolata la voce di un possibile addio di Nebil Caidi, uno dei superstiti della vecchia guardia, che da quando è tornato Zauli ha perso il posto da titolare (a vantaggio di Capitanio) al centro della difesa.
La delusione. Il patron Luciano Campitelli, nel frattempo, è di pessimo umore e medita sui cambiamenti da attuare per spingere il Teramo fuori dal tunnel.
«Sono molto deluso», dice il presidente biancorosso, «ed è urgente trovare l'antidoto per uscire da questa difficile situazione. Sto soffrendo tanto e potrei anche non andare più allo stadio a causa dell'enorme dispiacere che ho dentro di me. E' una stagione stregata, caratterizzata da troppi episodi negativi. Speriamo di rimetterci in carreggiata già alla ripresa del campionato».
Campitelli, poi, analizza il momento tornando indietro di un anno e mezzo: «Probabilmente, dopo la prima sentenza sul caso Savona della giustizia sportiva che ci condannava alla serie D, seppure ingiustamente, avrei dovuto cogliere il segno del destino e ripartire da una categoria inferiore azzerando tutti i contratti. In quel modo saremmo ripartiti con un nuovo ciclo e con altri soci. Invece, per il grande amore che ho nei confronti di questa città e dei tifosi biancorossi, ho voluto metterci tutto me stesso affrontando un altro campionato di Lega Pro (stagione 2015-2016, ndc) con la voglia di vincere di nuovo e, soprattutto, facendo contratti da serie B. Me ne pento ogni giorno. Ho tirato fuori tanti soldi, ma è stato un errore e oggi ne stiamo forse pagando le conseguenze. In tanti, a livello istituzionale e non, ci hanno voltato le spalle dopo il caso Savona», aggiunge Campitelli, «ed è una cosa molto triste e negativa. Non ho ucciso nessuno e nè io nè la mia famiglia ce lo meritiamo. Se si ricreasse il clima giusto, però, ce la possiamo ancora fare a risalire la classifica. La salvezza, quest'anno, vale più di una promozione».
A proposito della riapertura del mercato, Luciano Campitelli non fa nomi ma annuncia: «Cercheremo di togliere otto-nove giocatori e di prenderne quattro di livello. Tutti sono sotto esame e tutti possono andare via. Chi non ha la testa giusta o ha giocato poco può togliere il disturbo senza problemi. Abbiamo le idee chiare sotto questo punto di vista. E' ora di cambiare registro».
I numeri della crisi. Il Teramo è arrivato alla pausa del campionato totalizzando quattro vittorie (nessuna nelle otto gare della gestione di Lamberto Zauli), sette pareggi e dieci sconfitte. Con 30 reti al passivo la retroguardia biancorossa è la terzultima del girone B, alle spalle di Forlì e Mantova.
La porta è rimasta inviolata in appena tre circostanze (Teramo-Fano 2-0, Teramo-Padova 0-0 e Forlì-Teramo 0-2). In tutto il 2016, considerando l'ultima parte dello scorso campionato, il Diavolo ha raccolto 44 punti in 38 partite.
Verso Pordenone. Il Teramo tornerà ad allenarsi la prossima settimana dopo i 10 giorni di riposo imposti dalla Lega Pro. Sulla strada del Diavolo ci sarà il Pordenone del capocannoniere Rachid Arma (13 reti), formazione che insegue di una lunghezza il Venezia di Pippo Inzaghi.
Sarà pertanto un impegno durissimo per il Teramo, che potrebbe presentare diverse novità in organico nella prima partita del 2017.
Gaetano Lombardino
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