Campitelli vede Pea e vola a Lisbona tra calcio e affari

23 Maggio 2016

Il patron biancorosso dirà l’ultima parola sul nuovo tecnico «In Portogallo viaggio esplorativo per il futuro del Teramo»

TERAMO. Tra domani e mercoledì si dovrebbe conoscere il nome del nuovo allenatore del Teramo. Il patron Luciano Campitelli e i dirigenti biancorossi sono impegnati a fugare gli ultimi dubbi prima di scegliere l’erede di Vivarini. Chi la spunterà? Tanti i candidati. Si va da Lamberto Zauli (sulle cui tracce c'è anche la Maceratese) a Fulvio Pea (che oggi incontra Campitelli) passando per Luca D’Angelo e l’outsider Leonardo Colucci. Nelle ultime ore è circolata la voce di un possibile sondaggio con Tiziano De Patre, 47enne tecnico di Notaresco, il cui profilo, però, potrebbe non avere il gradimento dell’ambiente per i trascorsi a Giulianova. Il presidente Campitelli fa il punto della situazione.

Quanto manca per ufficializzare il nome dell’erede di Vivarini?

«Ci siamo quasi. Sono ore frenetiche. Entro uno o due giorni contiamo di rendere nota la nostra scelta. Stiamo valutando bene tutti gli aspetti perché non vogliamo sbagliare. Chi verrà a Teramo dovrà sposare il nostro progetto, proporre un bel calcio e conoscere la categoria».

Quali sono i candidati?

«Abbiamo contattato diversi allenatori e tutti bravi. Dopo Pea dovrei incontrare anche un altro tecnico. Ho avuto una buonissima impressione da Zauli e mi ha favorevolmente colpito Colucci, che è un predestinato ma non ha ancora allenato in Lega Pro e rappresenterebbe una scommessa. Anche D’Angelo mi ha bene impressionato. Non è una scelta facile».

È vera la voce di un possibile sondaggio con De Patre?

«Solo voci. Tiziano lo conosco da tempo. Ha la mia stima e lo considero un grande allenatore, ma non lo abbiamo incontrato».

I giocatori sotto contratto resteranno a Teramo?

«Se avranno le motivazioni giuste sì. Sentiremo il parere del nuovo allenatore e valuteremo. Nel prossimo campionato vedremo una rosa formata da giovani e meno giovani, ferma restando l’intenzione di puntare sul settore giovanile».

Lei è reduce da un viaggio a Lisbona. Novità in vista?

«È stato un viaggio esplorativo. Sono andato per motivi di lavoro e anche per questioni calcistiche. È importante guardare fuori dai confini per capire se all’estero ci sono possibilità interessanti per il Teramo. Io e i miei collaboratori ci stiamo muovendo a 360 gradi».

Cosa si augura per il futuro del Teramo?

«Bisogna ricostruire con il tempo. Spero ci sia qualcuno disposto a darci una mano per andare avanti. Se ci fossero tre-quattro imprenditori al nostro fianco si potrebbe fare una squadra più forte e più ambiziosa. Se rimarrò da solo, invece, dovrò farlo tenendo d’occhio il bilancio. Non dimentichiamo che ho un’azienda da gestire e tante spese da sostenere».

Che ne pensa dell’addio di Vivarini?

«Mi dispiace tanto. È un grande e per lui le porte del Teramo saranno sempre aperte».

Gaetano Lombardino

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