Camplone: «È come una finale»

L’allenatore pescarese del Perugia: non dobbiamo gestire il risultato, Oddo ha trasformato il Pescara
PESCARA. Di solito torna a Pescara per stare in famiglia, ma stavolta è accaduto il contrario. La posta in palio è troppo alta, la tensione è alle stelle, perciò sua moglie, Barbara, ha sentito il dovere di raggiungerlo in Umbria con qualche giorno di anticipo. Ieri sono arrivati anche i figli Erica e Derek.
Il destino del tecnico pescarese del Perugia, Andrea Camplone, si incrocia nuovamente con quello dei biancazzurri, però lo scontro di oggi sarà letale per l’una o l’altra parte. I precedenti contro la squadra della sua città sono quattro e il bilancio è in perfetta parità: una vittoria ciascuno quando Andrea guidava la Cavese, due pareggi (entrambi per 2-2) nelle sfide di questa stagione. Ma ora nessun patto di non belligeranza è ammesso, l’epilogo non sarà “né vinti né vincitori”. Uno dei due dovrà soccombere e abbandonare i sogni di gloria.
L’allenatore pescarese avverte i suoi. «È come una finale. Abbiamo fatto un campionato straordinario, ma se perdiamo finisce qui. Non possiamo gestire il risultato, non è nel nostro dna». Per accedere alla semifinale il Perugia ha due risultati su tre a disposizione. «Cercheremo di vincere e di non arrivare ai supplementari. È vero che il Pescara non ha nulla da perdere, ma il vantaggio che abbiamo in partenza potrebbe metterci pressione. Comunque abbiamo giocatori esperti che sanno come affrontare partite di questo tipo».
Andrà in scena un scontro affascinante tra due concittadini. Andrea conosce Massimo Oddo da tanti anni. Quando guidava il Lanciano ha lavorato anche con il padre, Franco, che rivestiva il ruolo di direttore generale. «La dirigenza gli ha dato un’opportunità importante e Massimo vorrà sfruttarla a tutti i costi. Contro il Livorno ho visto una squadra trasformata, soprattutto a livello mentale ha mostrato un’ottima condizione. Ai pescaresi dico: vinca il migliore».
Pochi dubbi da sciogliere: il modulo sarà il 3-5-2. Davanti a Koprivec, in difesa ci saranno Goldaniga, Giacomazzi (favorito su Comotto) e Mantovani. A centrocampo, da destra a sinistra, Faraoni, Rizzo (un ex), Fossati, Verre e Crescenzi che ha vestito la maglia biancazzurra da luglio a dicembre 2012. In attacco dovrebbe agire il tandem Ardemagni-Falcinelli, con Lanzafame, Parigini e Fabinho pronti a dare il loro contributo nel corso del match.
La scelta di schierare due punte di peso mira a tenere sotto pressione i centrali della retroguardia biancazzurra, mentre quella di preferire Giacomazzi a Comotto è dettata dalla necessità di avere in campo un elemento in grado di dare avvio all’azione. Infatti, se (come sembra) Bjarnason venisse confermato nel ruolo di trequartista, il play maker biancorosso Fossati potrebbe subire azioni di disturbo da parte dell’islandese. Con Giacomazzi, in passato centrocampista, ora difensore dai piedi educati, potrebbe esserci un’alternativa valida in fase di costruzione. A spingere il Perugia, sulle gradinate ci saranno oltre 15mila tifosi.
Giovanni Tontodonati
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