Camplone: Ganz, Vido e Capone ottimi colpi

Parla l’allenatore pescarese che oggi prolunga il contratto con il Cesena: «Anch’io vorrei la punta della Juve, mentre il milanista l’avevo chiesto a gennaio»
PESCARA. Oggi sarà a Cesena per firmare il prolungamento del contratto che scade il 30 giugno. Il club romagnolo ha apprezzato molto il lavoro svolto dal tecnico pescarese Andrea Camplone che ha preso la squadra in corsa conducendola verso una salvezza tranquilla. E per la prossima stagione il diesse bianconero Rino Foschi lo ha voluto ancora con sè e il Pescara avrà un rivale in più nella corsa promozione.
Camplone, contento del suo percorso a Cesena?
«Abbiamo raggiunto l’obiettivo che mi avevano chiesto quando sono stato ingaggiato. Certo, se avessimo raccolto qualcosa in più in alcune partite saremmo potuti entrare nei play off, però sono contento».
A Pescara, invece, c’è una profonda amarezza per il ritorno in B.
«Non mi aspettavo un campionato così deludente. Credevo che non si ripetessero gli errori commessi cinque anni fa, invece abbiamo assistito di nuovo ad una debacle».
Quali sono state le cause principali del fallimento?
«Ovviamente la serie A è molto più competitiva rispetto alla B. A mio avviso sono stati due gli sbagli decisivi. Il primo è che le prime gare contro Napoli, Sassuolo e Inter hanno indotto la società e il tecnico a pensare di poter competere per la salvezza. Invece si sapeva che quelle squadre avevano svolto una preparazione diversa per affrontare una stagione ricca di impegni tra campionato e coppe. In pratica il Pescara era molto pimpante, mentre le altre erano in fase di rodaggio. Il secondo errore è che non si può disputare un torneo di serie A senza un attaccante affidabile».
Il nuovo corso nel segno di Zdenek Zeman. Scelta giusta?
«È stimato dalla piazza e nel 2011-12 grandi cose. Vincere non è mai facile, però il boemo ha la capacità di entusiasmare i tifosi con il bel gioco».
Baroni e Stroppa hanno vinto con il Benevento e con il Foggia. A Pescara perché non sono stati apprezzati?
«Perché è una piazza particolare che ama vedere giocare bene la squadra e dove spesso si sono affermati tecnici amanti del calcio propositivo. Ma questo non significa che gli altri siano incapaci. Nel momento in cui una società sceglie un allenatore, sa che tipo di calcio pratica, perciò dovrebbe sostenerlo a aiutarlo. Non dimentichiamo che a Pescara fallirono tecnici quotati come Ilario Castagner e Carlo Mazzone».
Serie B 2017-18, cosa dobbiamo aspettarci?
«Sarà un campionato durissimo. Oltre alle retrocesse, ci sono tanti altri club ambiziosi: Frosinone, Spezia, Carpi, Perugia, senza trascurare le neopromosse. Mi auguro che in campo si veda uno spettacolo più gradevole rispetto alle ultime due stagioni che sono state bruttine. Molte squadre hanno preferito chiudersi e ripartire in contropiede: quello non è il mio calcio».
Il Delfino vuole Ganz. Ci risulta che anche lei lo vorrebbe.
«È fortissimo. Tra quelli trattati dal Pescara mi piace pure Vido, lo volevo al Cesena, ma il Milan aveva già un accordo con il Cittadella. Un altro talento è l’atalantino Capone».
Quest’anno ha avuto Cocco che tornerà al Pescara.
«A gennaio è arrivato a Cesena con lo spirito giusto. Voleva riscattare un periodo buio e ci è riuscito segnando 5 gol. Peccato per l’infortunio (lesione del legamento crociato anteriore e del menisco esterno, ndr). Ha un carattere particolare, per esprimersi al meglio deve sentire la fiducia, ma è un buon attaccante».
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