Camplone: Pescara, niente rancore

20 Dicembre 2014

Il tecnico del Perugia (pescarese doc): «Gara emozionante, ho dei ricordi stupendi con quella maglia»

PESCARA.

La figlia voleva andare in curva con gli ultras pescaresi, invece la moglie non ha avuto dubbi: sosterrà il Perugia. Questo solo per farvi capire con quanta trepidazione sia stata vissuta in casa Camplone la settimana di avvicinamento alla partita. «Mia moglie fa il tifo per me» ha detto il tecnico del Grifone, «altrimenti le chiedo il divorzio, mia figlia segue sempre il Pescara. È normale sostenere la squadra della propria città e lei va abitualmente allo stadio. Voleva andare in curva sud, ma le ho detto che non esiste: sarà in tribuna anche lei».

Andrea Camplone, pescarese doc, ha vestito la maglia biancazzurra dal 1984 al 1992 conquistando due promozioni in serie A con Giovanni Galeone. Oggi dovrà combattere contro il suo passato. «La vivo con tranquillità, non ho il dente avvelenato, ho tanti bei ricordi da calciatore e, inoltre, è la città dove sono nato e continua ad essere quella in cui vivo». Il grande ex prova a nascondere il suo stato d’animo. «È una partita come tutte le altre, da allenatore non fa tanto effetto, anche se ci sarà un po’ di emozione. Poi non è la prima volta che affronto il Pescara, l’ho già sfidato in due circostanze quando allenavo la Cavese: in una ho vinto, nell’altra ho perso».

Oggi sarà un’altra storia. Camplone non si fida della classifica del Pescara, conosce il valore dell’avversario e mette in guardia i suoi. «Mi piace molto la squadra, soprattutto dal centrocampo in su. Basta leggere alcuni nomi per capire il suo potenziale: Brugman, Memushaj, Bjarnason, Politano, Melchiorri. Il Pescara ha avuto tanti problemi tra cui numerosi infortuni, però la rosa è di alto spessore. Insomma, siamo consapevoli della sua forza, ma vogliamo batterlo».

Il Perugia viene da 6 risultati utili consecutivi, caratterizzati però da un’overdose di pareggi (ben 5). Per Camplone è arrivato il momento di spingere sull’acceleratore. «Bisogna vincere perché i tre punti in questa gara potrebbero darci una spinta notevole per le altre due che mancano alla fine del girone di andata. Di certo questa è la più importante».

Il passaggio al 4-3-2-1, il cosiddetto albero di Natale, ha riscosso ottimi risultati nell’ultima gara di Trapani. «Non è una questione di modulo, ormai li abbiamo utilizzati quasi tutti. Il segreto è muoversi senza palla: qualsiasi sistema di gioco non può prescindere da questa componente. A Trapani la squadra si è espressa ad alti livelli, mostrando uno spirito che dovrebbe accompagnarci in ogni partita».

Durante la rifinitura di ieri pomeriggio Goldaniga e Crescenzi sono tornati in gruppo. Il primo agirà al centro della difesa con Giacomazzi (in vantaggio su Flores), mentre sulle fasce ci saranno due ex pescaresi: appunto Crescenzi e Del Prete. Taddei ha smaltito il mal di schiena, ma partirà dalla panchina.

In mediana Camplone dovrebbe utilizzare Verre, Fossati e Nicco (altro ex), anche se resta qualche chance per Fazzi che è stato provato pure sulla trequarti.

Insieme a Lanzafame, però, potrebbe essere schierato Perea, alle spalle di Falcinelli, a meno che il tecnico non voglia arretrare l’ex lancianese con Lanzafame lanciando dal primo minuto Rabusic come punta vertice. Oltre agli squalificati Parigini e Fabinho, saranno assenti gli acciaccati Comotto e Baldan.

Giovanni Tontodonati

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