Camplone: «Vai Pescara, la finale ti aspetta»

1 Giugno 2015

Il tecnico pescarese eliminato dai biancazzurri: «Il Delfino ha la squadra più forte Melchiorri rompe gli equilibri. Niente calcoli, Oddo andrà al Menti per vincere»

PESCARA. L'uscita di scena è stata dolorosa. Ma fino ad un certo punto. Se proprio doveva accadere, meglio farlo con la squadra della sua città.

Dopo l’eliminazione nel turno preliminare le strade del Perugia e di Andrea Camplone si sono divise. Il divorzio era nell’aria da alcune settimane e alla fine si è concretizzato dopo la sconfitta contro il Pescara con i ringraziamenti del patron Massimiliano Santopadre.

Il bilancio è molto positivo: in tre anni il 49enne tecnico pescarese ha raggiunto una finale play off in Lega Pro, una promozione in B e l’accesso agli spareggi in questa stagione.

A distanza di qualche giorno Camplone ripercorre i novanta minuti del Curi. «Purtroppo», spiega l’allenatore, «è accaduto il contrario di quello che avevo preparato e ripetuto nei giorni precedenti. Credo che a livello inconscio la squadra abbia voluto gestire il risultato, anziché provare a vincere. Nel primo tempo il Pescara ha creato qualche occasione importante, poi abbiamo trovato il gol del vantaggio che avrebbe dovuto rassicurarci. Al contrario, siamo andati in confusione perdendo un po' le misure. Al di là degli errori, la verità è che il Pescara è più forte del Perugia».

Camplone non si dispera. In fondo l’obiettivo degli umbri era la salvezza. «Sì, è stato un campionato molto soddisfacente, siamo contenti per il lavoro svolto in questi anni. Ovviamente, quando assapori il gusto della vittoria, non vuoi più perdere e cerchi di andare avanti più possibile. Purtroppo abbiamo trovato un avversario duro. Sin dall’inizio ho sostenuto che il Pescara aveva un organico in grado di centrare la promozione».

In pochi giorni Massimo Oddo ha cambiato volto alla squadra. «Sì. Prima c’era Baroni che a Lanciano aveva sperimentato con buoni frutti un tipo di gioco diverso basato sull’attesa e sulle ripartenze. Con Massimo l’atteggiamento è diventato più propositivo e i risultati sono incoraggianti».

Ora però c'è un altro duro scoglio da superare per accedere alla finalissima. «Il Pescara ha la forza per uscire indenne dallo stadio Menti. Non sarà facile perché il Vicenza gioca a memoria e Pasquale Marino potrà contare di nuovo su Cocco e Di Gennaro, due tra i migliori calciatori che hanno in organico. Un consiglio a Oddo? Non ne ha bisogno. Lui sa bene che non dovrà fare calcoli. Andrà in Veneto per vincere. Finora i biancazzurri non avevano nulla da perdere, ma adesso lo scenario è cambiato».

Il nuovo tecnico pescarese ha fatto un ampio ricorso al turn-over. «Avere una rosa molto ampia rappresenta un vantaggio enorme in questo mini-torneo. Invece, durante il campionato può creare problemi perché le scelte possono provocare malumori tra gli esclusi».

In ogni caso, alla luce dei risultati, il cambio di guida tecnica si è rivelato decisivo. «Assolutamente. La squadra ha cambiato marcia, anche se non bisogna dimenticare che con Baroni ha fatto tanti punti. Forse doveva chiudere in una migliore posizione, ma l’analisi deve tenere conto di tutti i problemi che un allenatore ha avuto nel corso della stagione: infortuni, imprevisti, rapporti e via dicendo. So che ai pescaresi piace il calcio offensivo, ma non sempre si centrano gli obiettivi giocando bene. Non c’è una ricetta universale per vincere».

Il Bologna sembrava in crisi, invece… . «Se i giocatori non si addormentano è fatta. L’organico è di altissimo livello. Contro l’Avellino ha giocato su ritmi un po’ compassati, però a me l’undici di Delio Rossi sembra già una squadra pronta per la serie A. Tuttavia, se dovesse passare il turno, sono convinto che il Pescara potrà creare problemi agli emiliani perché in attacco ha grande qualità. Soprattutto Melchiorri che è capace di trasformare il pallone più stupido in un serio pericolo: Federico è mezza squadra. Ovviamente farò il tifo per il Delfino».

Il tempo per chiacchierare è scaduto. La moglie Barbara lo aspetta per preparare le valigie. Dopo un torneo così estenuante, Andrea ha bisogno di riposarsi in attesa di una nuova avventura («finora non mi ha chiamato nessuno»). Non ha potuto gioire per la promozione, ma alle Maldive con Barbara festeggerà le nozze d’argento.

Giovanni Tontodonati

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