Il campo Pomilio adesso è realtà, Fontecchio: «Quanta emozione»

foto di Giampiero Lattanzio
Il campione ha tagliato il nastro del nuovo campetto dedicato al nonno Vittorio: «Contento che questo progetto sia giunto alla realizzazione, è un regalo che faccio alla città»
PESCARA. Il coronamento di un sogno di famiglia concretizzato con un regalo alla città di una rinnovata opera, carica di ricordi e di significato sportivo. Simone Fontecchio, Nazionale azzurro, unico italiano in NBA, oggi ai Miami Heat, lo doveva proprio al nonno Vittorio, ex Nazionale e bandiera del basket pescarese, al quale il nuovo campo di basket del Parco Florida è intestato. Il campo, finanziato dal campione pescarese con la collaborazione della National Basketball Players Association è stato inaugurato, riportando storia e lustro proprio nella location degli anni sessanta in cui la pallacanestro pescarese ha vissuto sviluppo e successi. Colorato, moderno con un fondo innovativo e di massima efficienza, unico del suo tipo in Abruzzo, riporta la luce in uno storico quartiere centrale, che ha visto crescere il basket cittadino, culminato con la conquista, nel 1970, della prima promozione in serie B.
Un numeroso pubblico di appassionati ha seguito la cerimonia, svoltasi alla presenza del sindaco Masci, del presidente della Regione Marsilio, dell’assessore Patrizia Martelli e di altre personalità politiche e imprenditoriali. Presenti diversi ex atleti o semplici appassionati che hanno voluto rivivere la rinascita di un campo simbolo del basket di Pescara, nel ricordo di Vittorio Pomilio, il capitano che si è distinto con il proprio esempio di vita umana e sportiva. Per tutta la famiglia Pomilio è stata un’occasione per avere anche conferma dell’affetto della comunità sportiva. Non solo per Simone, l’erede più illustre, ma anche per tutti gli altri familiari che a vario modo hanno segnato la storia della pallacanestro pescarese e nazionale, come il fratello Luca, la madre Malì Pomilio, il padre Daniele, e poi gli altri figli di Vittorio, Maria Vittoria ed Enzo, con tutti gli altri esponenti di una famiglia legata a questo nuovo campo che valorizza il ricordo dell'ingegnere.
Il sindaco Masci ha parlato di giornata meravigliosa che ha riaperto lo scrigno dei ricordi, e sottolineato la generosità, commovente, di Simone Fontecchio che nel ricordo del nonno ha voluto regalare a Pescara un’opera aperta a tutti, che esalta i valori dello sport, e dalla quale usciranno cittadini migliori. Visibilmente commosso Simone Fontecchio nell’intervento di presentazione: «La vostra presenza testimonia di quanto mio nonno sia stato benvoluto», ha affermato. «Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di ricordare la sua memoria in un luogo storico per Pescara nel quale ha giocato e vinto. Sono contento che questo progetto sia giunto alla realizzazione, e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito all’opera, a partire dal Comune, dalla mia famiglia, dai tecnici e dall'Agenzia Pomilio Blumm. Un’opera di sport e divertimento ma anche di grande condivisione, un regalo che voglio fare ai giovani della mia città». Un regalo che da parte della cittadinanza merita rispetto, manutenzione e vigilanza per preservarne il prezioso valore.
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