Cantù ora sogna di rinverdire i fasti del nobile passato

8 Ottobre 2014

Smaltita l’amarezza per l’eliminazione al primo turno dei playoff da parte della Virtus Roma, la Pallacanestro Cantù ha lavorato in estate per costruire un team che possa stazionare nei piani alti e...

Smaltita l’amarezza per l’eliminazione al primo turno dei playoff da parte della Virtus Roma, la Pallacanestro Cantù ha lavorato in estate per costruire un team che possa stazionare nei piani alti e affrontare senza troppi affanni anche l’Eurocup.

Ha cambiato tanto il club canturino dopo gli addii di Pietro Aradori (che, con non poche polemiche, ha lasciato l’Italia per sbarcare in Turchia) e il regista Joe Ragland, finito alla corte di Giorgio Armani. Seguendo le indicazioni del tecnico costruito in casa Pino Sacripanti, la società ha ingaggiato in blocco da Biella gli esterni Marco Laganà e Giacomo Bloise, oltre all’ala-centro Damian Hollis. Importantissima la conferma di Stefano Gentile, cresciuto nell’ultima stagione al punto da diventare l’uomo di fiducia del coach.

Si sono riposte grande speranze sulla coppia di esterni composta da Darius Johnson-Odom e James Feldeine. Il primo, play col vizio di far canestro, ha in curriculum pure una toccata e fuga in Nba con la maglia dei Lakers nel 2012-13 e con i 76ers la scorsa stagione, sta disputando un buon precampionato, mentre il secondo potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.

Un’incognita per il campionato italiano è l’ala DeQuan Jones, pescato in D-League. Sotto canestro non offre troppe garanzie Eric Williams, centro americano dal passaporto bulgaro, che nelle ultime stagioni ha mostrato ben poco delle proprie potenzialità. A dargli man forte, i centimetri e i muscoli dell’ala forte Ivan Buva e del centro Ceikh Mbodj, entrambi non certo tecnicamente eccelsi, ma giocatori capaci di svolgere il necessario lavoro sporco. (l.p.)

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