Caos Djokovic: rischia 3 anni fuori dall’Australia

Il serbo rompe il silenzio dall’hotel dei rifugiati: «Grazie a chi mi sostiene». Respinta la tennista Voracova
MELBOURNE (AUSTRALIA) . Chiuso da quasi tre giorni in un hotel di Melbourne adibito a centro per l'immigrazione dove, a meno che non decida di lasciare l'Australia, rimarrà fino all'esame del suo ricorso, lunedì, il tennista Novak Djokovic ha rotto il silenzio pubblico postando ieri su Instagram un messaggio di ringraziamento a tutti coloro che gli sono vicini e gli hanno espresso il loro sostegno. Se lunedì il tribunale dovesse confermare la posizione del governo australiano, Djokovic rischia addirittura di dover saltare l'Australian Open fino al 2025. Le leggi federali australiane, infatti, per chi ha subito la revoca del visto d'ingresso prevedono una interdizione dal Paese fino a tre anni. Nella sua gabbia per nulla dorata, il campione serbo (arrivato a Melbourne per gli Australian Open) non è più solo però, in quanto le autorità di frontiera australiane vi hanno condotto anche la tennista ceca Renata Voracova, entrata nel Paese in base ad un'esenzione dall'obbligo vaccinale uguale a quella del serbo e non riconosciuta dalle autorità governative. Un pasticcio sanitario-burocratico che sta infiammando la polemica nel Paese con un rimpallo di accuse tra le varie parti coinvolte, mentre la vicenda del n°1 al mondo continua a dividere, anche se non sono pochi coloro - pure tra i tennisti, come l'australiano Nick Kyrgios - a esprimergli solidarietà se non altro per il trattamento che sta ricevendo. E proprio a queste persone che si è rivolto Djokovic: «Grazie alla mia famiglia, ai miei cari, alla Serbia e a tutte le brave persone nel mondo che mi hanno inviato il loro sostegno. Grazie a Dio per la salute», ha scritto in serbo, tale supporto «lo sento ed è molto apprezzato», ha ribadito in inglese. Intanto, la federtennis d'Australia ha reagito alle critiche ricevute scaricando in parte la responsabilità sul ministro della Sanità, Greg Hunt, il quale aveva fatto intendere che i tennisti avrebbero potuto beneficiare di un'esenzione al vaccino se avessero avuto il Covid negli ultimi sei mesi, circostanza invece negata dal governo di Canberra. Fatto sta che tale mancanza di chiarezza ha permesso a Voracova di entrare nel Paese e a disputare anche un torneo in preparazione all'Open, al quale pare che non parteciperà. La sua vicenda non aveva creato scalpore né era stata notata finché non è scoppiato il caso Djokovic.
Paride Di Noia

