Capitan Memushaj non ha dubbi: passo indietro, dobbiamo migliorare

VERONA. «È un passo indietro rispetto al Genoa, sì», ammette Ledian Memushaj. «Dopo un primo tempo equilibrato, la ripresa è stata tutta loro», sintetizza Albano Bizzarri. Capitano e portiere del...
VERONA. «È un passo indietro rispetto al Genoa, sì», ammette Ledian Memushaj. «Dopo un primo tempo equilibrato, la ripresa è stata tutta loro», sintetizza Albano Bizzarri. Capitano e portiere del Pescara, a fine gara, incassano il colpo. Analisi quasi parallela, la loro. Specie su un punto: «Non eravamo al top, è vero, ma su questo i carichi settimanali di lavoro con Zeman non c'entrano niente».
Comincia, allora, Memushaj. «Potevamo e dovevamo fare di più. Dopo il 5-0 sul Genoa avevamo preso entusiasmo e fiducia. Speravo reagissimo, ancora, alla nostra precaria situazione di classifica. Ma forse sul piano fisico non eravamo al meglio, per mettere in pratica le idee di Zeman bisogna girare al meglio. E comunque, a Verona, era soprattutto questione di dare di più». Dice, l’albanese. «Il Chievo l'ha vinta perché è una squadra forte, esperta, tosta fisicamente. Non a caso, fanno grandi campionati ogni anno». L'idea, alla vigilia, era chiara: «Volevamo prenderli sul ritmo...». Non c'è riuscito, il Pescara. E c'è un piccolo rimpianto. «Forse l'occasione di Caprari, nel primo tempo, poteva cambiare la partita. Occasione che nasce da ciò che Zeman ci chiedeva prima del match: palla recuperata sulla trequarti, grazie al pressing, e pericolo creato prendendo il Chievo di sorpresa. Purtroppo non siamo riusciti a sfruttare quell'occasione, ma è un'annata così, sfortunata, purtroppo». Chiude, Memushaj, invitando tutti a «pensare alla Sampdoria».
Tutti compreso Bizzarri. Un altro, il portiere argentino, che non nasconde la delusione, nel tunnel del Bentegodi. «Sono deluso, sì. Ci tenevamo a venire qui e provare a vincere. Avremmo potuto rimetterci in gioco, confermare tutto il buono fatto vedere contro il Genoa. Il Chievo però ha giocato meglio di noi. E il Chievo, si sa, ha esperienza, sa quello che fa. La tipica partita complicata. E non siamo riusciti a fare male all'avversario. La chiave è tutta lì». Guarda la classifica, Bizzarri, a detta di quasi tutti il migliore in campo, e sottolinea: «Sconfitta, questa, che ci allontana ancora di più dalla salvezza. Ma i conti si fanno alla fine. Noi continueremo a lottare, a migliorare quel che c'è da migliorare. Dopodiché è dura, chiaro, non ci nascondiamo». La lettura del match, per Bizzarri, inizia dal primo tempo. «Lì c'era equilibrio. Nella seconda parte della frazione abbiamo avuto 2-3 opportunità e se facevamo gol la partita cambiava. Poi, nella ripresa, il Chievo ha dominato, questa è la realtà. Non so se ci siamo arresi, non credo, è che loro sono stati superiori». Sui carichi di lavoro, come detto, Bizzarri è chiaro. «I famosi gradoni non c'entrano niente. Non li abbiamo accusati, i carichi. Semmai abbiamo altri problemi, che non c'entrano niente con quello».
Il problema è un Pescara parso lontano parente di quello che sgridava il Genoa. «Col Genoa eravamo brillanti e facevamo le verticalizzazioni che ci chiede Zeman. Lui, a fine partita, non ha parlato, con noi. Ma è chiaro che a volte non riesci a fare quanto avevi preparato, e questo è il caso. È anche vero, quindi, che il Genoa della settimana scorsa è una squadra diversa dal Chievo». Guarda in faccia la realtà, Bizzarri. «Sfruttiamo questi giorni al meglio per lavorare. Dobbiamo fare punti, altrimenti non si vedono possibilità». La chiosa è per Zeman. «Effetto Zeman già svanito? No, non mi piacciono questi discorsi, così come non mi piacciono i confronti tra Zeman e Oddo. C'è stato un cambio d'allenatore, Oddo ha fatto un grandissimo lavoro, Zeman è qui da poco e speriamo di capire velocemente quello che vuole da noi». (m.s.)

