Capitan Pierich: «Adesso parte una nuova era»

L’ala esulta: «Siamo tornati a giocare con serenità». Bobby Jones: «Qui al servizio dei più giovani»
ROSETO . In sala stampa son tornati i sorrisi dei padroni di casa, guidati in campo da una nuova coppia di “vecchietti” che si è fatta sentire, Pierich (38 anni) e Jones (35). Il capitano degli Sharks ha raccontato così la gara: «Abbiamo da oggi un nuovo assetto che ci aiuta ad evitare quei cali nel finale che nelle ultime uscite ci sono costate care», dice Simone Pierich. «Dopo 4 sconfitte ci siamo semplicemente parlati e stavolta anche vivendo ad inizio dell’ultimo quarto un momento negativo, dove Ferrara ci aveva rimontato fino al -2, non abbiamo abbassato la testa: in questo frangente si è sentito l’innesto di Bobby Jones che infatti si è dimostrato fondamentale per noi che abbiamo comunque sbagliato tante cose, riuscendo però finalmente a portarla a casa». Roseto ha giocato con una nuova serenità: «Sono contento che si sia vista, giochiamo in modo nuovo seguendo il nostro obiettivo: facciamo quello che abbiamo preparato e soprattutto non sprechiamo inutilmente energie nervose e fisiche, aiutando in questo la nostra difesa a uomo che riesce così ad essere ancor più aggressiva di prima». Jones alla sua prima gara al PalaMaggetti ha lo sguardo di chi ne ha già viste tante: «So di esser arrivato in una squadra che si era depressa per gli ultimi risultati negativi, ma il fatto di esserci parlati chiaro fin dall’inizio ci ha messo sulla strada giusta: e così faccio quello che serve in campo e fuori, aiutando i ragazzi sul parquet ma anche togliendo loro pressione durante la settimana, portando il mio pensare positivo». È coach Germano D’Arcangeli a raccontare questi nuovi squali: «Abbiamo saputo reagire vincendo quando invece in passato pur tenendo lo stesso atteggiamento ci eravamo fatti beffare, aver vinto sono sicuro che ci aiuterà nel futuro, ma penso pure che il nostro status sul campo non possa cambiare cosi repentinamente. Stavolta abbiamo avuto qualcosa in più un po’ da tutti quelli che han giocato, perché abbiamo cambiato di fatto la nostra pallacanestro giocata, oggi decisamente diversa perché fatta non solo di atletismo e vigore, ma di letture tattiche e gioco ragionato. Per questo abbiamo inserito uno come Jones, utilizzandolo un po’ in tutti i ruoli consolidando così certe abitudini offensive ma cambiandone altre, ad esempio liberando meglio i tiratori dall’arco. In questo modo saremo più efficienti e pronti a lottare per vincere, coi ragazzi che potranno maturare e leggere meglio i loro momenti personali sul parquet». (m.r.)
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