Capolavoro di cinismo firmato da Odgaard

I biancazzurri a Cittadella tornano alla vittoria dopo due mesi di digiuno Il gol del danese arriva in pieno recupero e al primo tiro in porta
Una conclusione nello specchio della porta, un gol. Accade al secondo minuto di recupero di una sfida non bella al Tombolato, lo firma di testa Jens Odgaard, fino a quel momento deludente come nelle precedenti esibizioni. Sì, proprio il 21enne danese che si era divorato un’occasione da rete colossale a Frosinone. È il gol della speranza, quello che riapre i giochi in fondo alla classifica per il Pescara targato Grassadonia al terzo risultato utile consecutivo. Agganciato a quota 22 punti l’Ascoli, battuto in casa dal Pisa; è a meno quattro dalla zona play out, dove c’è il Cosenza, sconfitto a Brescia. E la zona salvezza è a sette lunghezze visto che la Cremonese cade a Vicenza. Una serata propizia, classifica alla mano anche se le distanze sono ancora consistenti.
Nel turno infrasettimanale i biancazzurri riassaporano il dolce sapore della vittoria che mancava dal 4 gennaio scorso (1-0 a Reggio Emilia). Otto partite senza sorridere per arrivare alla notte del Tombolato, quella che riaccende la luce in fondo al tunnel.
Il massimo risultato con il minimo sforzo, conquistato da una squadra che non tira mai in porta contro il Cittadella che, dal canto suo, conferma di attraversare un periodo negativo. Un capolavoro di cinismo; un segnale da parte di chi non intende rassegnarsi agli eventi negativi.
Mai una conclusione nello specchio della porta, ma, soprattutto, mai una vera e propria occasione da rete per tutta la partita. Anche perché al Pescara viene annullato un gol al 42’ della ripresa, sempre a Odgaard, per un presunto fallo dello stesso danese su Donnarumma nell’area piccola al momento di battere a rete. Un contatto, certo, tra i due, ma l’interpretazione dell’arbitro Giua appare sin troppo severa, oltremodo penalizzante per l’attaccante.
Avrebbe sicuramente provocato proteste e polemiche se non fosse arrivato quel colpo di testa del biondo, al 47’, su cross di Scognamiglio dalla sinistra. Forse, è un premio eccessivo a quanto fatto vedere dal Pescara dalla cintola in su. Però, arriva al momento giusto per cercare di dare una svolta alla stagione quando mancano 12 gare al termine della regular season. Serviva una scintilla, eccola. Un’iniezione di fiducia (anche) per il danese arrivato a gennaio che per tutta la partita fa fatica, sovrastato dai difensori veneti. È un Pescara ordinato nella fase difensiva, non va mai in affanno. Almeno per un’ora riesce sempre a ripartire. Ma gli attaccanti sono inconsistenti. Non danno profondità, nella seconda parte della ripresa faticano anche a tenere palla per far rifiatare la squadra. L’ex Kastrati non corre mai pericoli.
Una partita da 0-0, vibrante, ma senza grossi spunti di natura tecnica.
I limiti del Pescara sono gli stessi di questa stagione che è un inno ai problemi e agli errori. Però, quando meno te l’aspetti si materializza il jolly che può cambiare l’orizzonte. E ridare slancio a un gruppo che ritrova il sorriso lì dove non vinceva dal novembre 2013. Tutti ad abbracciare Odgaard a fine partita. Se quello di Cittadella è un colpo di fortuna fine a se stesso lo dirà la partita casalinga di sabato contro la Spal. C’è bisogno di continuità per alimentare le speranze di restare in serie B. Per ora vanno rimarcate alcune considerazioni: la compattezza della fase difensiva in cui la squadra si muove in maniera armonica; un centrocampo tosto, ma avaro di contenuti tecnici. Una maggiore fiducia nei propri mezzi da parte di un gruppo che cerca di andare oltre i propri limiti. Se anche gli attaccanti - e tutta la fase offensiva - si sbloccheranno ecco che la sterzata sarà completata e Grassadonia potrà davvero dire di aver cambiato volto al Pescara.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

