Capone e Bunino fanno scena muta

Segnali incoraggianti da Falco e Mancuso, Campagnaro è una certezza. Valzania condizionato dai limiti tecnici
6 fiorillo. Cade l’imbattibilità dopo 290’. Garantisce l’ordinaria amministrazione in un pomeriggio in cui nessuno gli chiede gli straordinari, ma termina la partita con due reti sul groppone. Così va il calcio...
6 balzano. Di certo non gli si possono imputare l’impegno e la generosità. Su e giù lungo la corsia destra, senza soste. Non sempre efficace nelle sortite offensive, ma diligente sul piano tattico.
6 campagnaro. Fino a un mese fa nemmeno veniva considerato da Zeman. Oggi è il pilastro del pacchetto difensivo grazie a saggezza tattica e esperienza.
4 gravillon. Zeman lo preferisce a Coda per sostituire lo squalificato Perrotta. Il francesino di belle speranza ha un buon approccio alla partita, ma il rigore che gli fischia l’arbitro Giua sul contatto con Vido lo manda in tilt. Sì, perché poi non capisce più niente e colleziona falli ed errori fino ad arrivare alla frittata del 19’ della ripresa quando manda in rete Kouamè. Giusto non gettargli la croce addosso, ma l’ha combinata davvero grossa.
6 mazzotta. Anche lui non si risparmia sulla fascia. Anche lui la percorre senza soluzione di continuità. Non incide più di tanto, ma l’impegno c’è.
5,5 valzania. Vince il ballottaggio con Coulibaly e sul piano del dinamismo e della corsa c’è. I limiti tecnici, però, sono talmente evidenti da inficiare una prestazione caratterizzata anche dal contatto dubbio in area veneta con Settembrini sul quale l’arbitro Giua fa finta di niente.
5,5 carraro. Più che in fase di impostazione si nota in marcatura su Chiaretti, il trequartista del Cittadella, che viene arginato sì, ma non cancellato.
6 brugman. Conferma di essere l’elemento di maggior spessore tecnico. E nel primo tempo è l’unico a chiamare in causa Alfonso con una conclusione dalla distanza. Nel finale anche lui va vicino alla rete, ma senza fortuna.
6 falco. Non incanta. Lascia intravedere buone potenzialità, ma non incide mai. Non affonda i colpi nell’uno contro uno, però è spesso nel vivo della manovra e sul 2-0 colpisce il palo. Voto di incoraggiamento e di fiducia nella speranza che una migliore condizione atletica gli permetta di sprigionare tutto il potenziale tecnico.
5 bunino. Appena un colpo di testa all’inizio, di poco a lato. Poi finisce soffocato nella morsa dei centrali del Cittadella.
5 capone. Verrebbe da chiedersi: chi l’ha visto? E’ preoccupante l’involuzione dell’attaccante di proprietà dell’Atalanta che all’inizio della stagione sembrava la punta più pericolosa del tridente di Zeman. Un po’ alla volta si è spento. E ora il boemo è costretto a toglierlo durante l’intervallo dopo un primo tempo anonimo, trascorso a nascondersi dietro i difensori avversari e senza mai tentare una giocata.
6 mancuso (dal 1’ st). Una ventata di freschezza e di vivacità nella metà campo veneta. Qualche spunto interessante e anche un’occasione da rete che Alfonso sventa quando la gara è già sul 2-0.
6 balzano. Di certo non gli si possono imputare l’impegno e la generosità. Su e giù lungo la corsia destra, senza soste. Non sempre efficace nelle sortite offensive, ma diligente sul piano tattico.
6 campagnaro. Fino a un mese fa nemmeno veniva considerato da Zeman. Oggi è il pilastro del pacchetto difensivo grazie a saggezza tattica e esperienza.
4 gravillon. Zeman lo preferisce a Coda per sostituire lo squalificato Perrotta. Il francesino di belle speranza ha un buon approccio alla partita, ma il rigore che gli fischia l’arbitro Giua sul contatto con Vido lo manda in tilt. Sì, perché poi non capisce più niente e colleziona falli ed errori fino ad arrivare alla frittata del 19’ della ripresa quando manda in rete Kouamè. Giusto non gettargli la croce addosso, ma l’ha combinata davvero grossa.
6 mazzotta. Anche lui non si risparmia sulla fascia. Anche lui la percorre senza soluzione di continuità. Non incide più di tanto, ma l’impegno c’è.
5,5 valzania. Vince il ballottaggio con Coulibaly e sul piano del dinamismo e della corsa c’è. I limiti tecnici, però, sono talmente evidenti da inficiare una prestazione caratterizzata anche dal contatto dubbio in area veneta con Settembrini sul quale l’arbitro Giua fa finta di niente.
5,5 carraro. Più che in fase di impostazione si nota in marcatura su Chiaretti, il trequartista del Cittadella, che viene arginato sì, ma non cancellato.
6 brugman. Conferma di essere l’elemento di maggior spessore tecnico. E nel primo tempo è l’unico a chiamare in causa Alfonso con una conclusione dalla distanza. Nel finale anche lui va vicino alla rete, ma senza fortuna.
6 falco. Non incanta. Lascia intravedere buone potenzialità, ma non incide mai. Non affonda i colpi nell’uno contro uno, però è spesso nel vivo della manovra e sul 2-0 colpisce il palo. Voto di incoraggiamento e di fiducia nella speranza che una migliore condizione atletica gli permetta di sprigionare tutto il potenziale tecnico.
5 bunino. Appena un colpo di testa all’inizio, di poco a lato. Poi finisce soffocato nella morsa dei centrali del Cittadella.
5 capone. Verrebbe da chiedersi: chi l’ha visto? E’ preoccupante l’involuzione dell’attaccante di proprietà dell’Atalanta che all’inizio della stagione sembrava la punta più pericolosa del tridente di Zeman. Un po’ alla volta si è spento. E ora il boemo è costretto a toglierlo durante l’intervallo dopo un primo tempo anonimo, trascorso a nascondersi dietro i difensori avversari e senza mai tentare una giocata.
6 mancuso (dal 1’ st). Una ventata di freschezza e di vivacità nella metà campo veneta. Qualche spunto interessante e anche un’occasione da rete che Alfonso sventa quando la gara è già sul 2-0.

