Capone è l’uomo in più ma col Bari non ci sarà

5 Novembre 2017

L’attaccante salterà la gara per gli impegni con l’under 19

PESCARA. Una media gol spaventosa per un 18enne al debutto in serie B. Nell’anticipo di venerdì sera contro il Palermo Christian Capone ha realizzato il suo quarto gol. Finora l’attaccante di proprietà dell’Atalanta ha collezionato sette presenze restando in campo per 518’. In pratica, Capone ha segnato un gol ogni 130’ facendo addirittura meglio di Stefano Pettinari, il capocannoniere del Delfino con 8 centri in 13 partite (uno ogni 139’). Marcature a parte, la presenza del calciatore nato nel 1998 a Vigevano è stata preziosissima per lo sviluppo della fase offensiva, tuttavia, come era già accaduto nelle vigilie delle gare contro Perugia e Cittadella (entrambe perse dal Pescara), Christian è stato convocato dalla Nazionale under 19 e non potrà essere a disposizione domenica sera nella difficile trasferta allo stadio San Nicola di Bari. La selezione dal ct Paolo Nicolato dovrà disputare due amichevoli: giovedì (ore 16) in trasferta contro Olanda e lunedì 13 dicembre (ore 14,30) a Padova con l’Ungheria.
Dunque, contro l’undici del pescarese Fabio Grosso, Zdenek Zeman dovrà fare a meno dell’elemento che fino a oggi ha saputo interpretare al meglio il ruolo di esterno offensivo del 4-3-3. Capone ha già assimilato i movimenti e riproposto in partita le indicazioni dell’allenatore. I suoi tagli hanno spesso messo in crisi le retroguardie avversarie e reso arioso lo sviluppo della manovra sulla corsia di sinistra. Anche grazie al suo lavoro, ne hanno tratto benefici anche Gaston Brugman e Antonio Mazzotta che completano la catena mancina. In 13 partite l’uruguaiano ha segnato gli stessi gol di Capone, quattro, eguagliando il suo record personale in carriera stabilito nella stagione 2013-14 con il Pescara guidato prima da Pasquale Marino, poi da Serse Cosmi. Mazzotta, invece, si è reso protagonista di un convincente avvio di campionato e, quando ha agito in tandem con Capone, spesso sono nate azioni molto pericolose.
L’attaccante biancazzurro, scoperto da Mino Favini, storico talent scout dell’Atalanta che lo vide all’opera appena 12enne nel Soccer Boys di Turbigo, era un centrocampista, ma quando entrò nel vivaio nerazzurro, venne spostato più avanti da Massimo Cicconi, ex centravanti del Pescara, abruzzese di San Nicolò a Tordino, che lo allenava nei Giovanissimi. Christian ha tecnica, velocità e senso del gol. Nella scorsa annata con la Primavera atalantina ne ha realizzati 19 (15 in campionato e 4 al Viareggio), ora è già a quota 4. Non male per il giovane che adora Neymar e alle dipendenze di Zeman sogna di ripercorrere le orme di Insigne.
Squadra in crescita. Il pari con il Palermo va visto come un bicchiere mezzo pieno. Il Pescara, al momento, non è all’altezza delle prime della classe, ma non è detto che non possa raggiungerle. Il percorso di crescita, che sembrava essersi arrestato dopo i ko con Empoli e Brescia, ha ripreso vigore. Quest’anno, mai il pubblico pescarese si è era infiammato come è successo in avvio di ripresa nel match col Palermo. Sono bastati 20’ di attacchi tambureggianti per mandare in estasi i tifosi che avevano invece fischiato la squadra all’intervallo. A proposito di fischi e contestazioni. La spaccatura tra la curva Nord e la società (e ora anche con il tecnico) arricchisce le insidie in un campionato incerto ed equilibrato. L’auspicio è che il Pescara possa raggiungere altri risultati positivi, a cominciare dalla difficile gara di Bari. Magari la frattura tra la curva e la società (e ora anche col tecnico) non verrà sanata del tutto, ma forse si respireranno meno tensioni. Sarebbe già tanto.
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