Cappelluzzo: gol pesante ripagherò la fiducia

28 Febbraio 2016

Verre fa autocritica: «Così non va bene, ci dobbiamo ritrovare»

PESCARA. Il suo cognome è perfetto per creare titoli. “Giù il Cappelluzzo” “Tanto di Cappelluzzo” e via discorrendo. Pierluigi Cappelluzzo è sicuramente l’eroe di giornata, quello che ha evitato il ko contro l’Ascoli. Il Pescara è stato salvato da questo ragazzone di Pienza, appena 19enne, dai modi garbati e gentili. L’attaccante del Pescara si ispira a Pazzini, adora Ibra e, da tifoso interista, vorrebbe diventare come Mauro Icardi. Alla terza presenza stagionale ha messo il primo timbro con la maglia del Delfino e adesso non vuole fermarsi. «Sono felicissimo», racconta, «fare gol all’Adriatico è bellissimo». In precedenza era stato impiegato 5’ a Trapani e 7’ contro il Livorno. Ieri invece in campo per quasi mezz’ora e grande prestazione. Giovanissimo, ma non ha mai steccato quando è stato chiamato in causa. Il suo primo gol in serie B, infatti, lo ha segnato a soli 17 anni, a Bari, quando militava nel Siena. Debutto tra i professionisti e subito in rete. Il ragazzone toscano è un predestinato, tutti ne parlano bene. Il Verona ha visto in lui delle doti importanti e due anni fa lo ha blindato con un contratto lungo, per poi mandarlo in prestito in riva all’Adriatico. «Dedico il gol a mio nonno e alla mia famiglia». Specie alla sorellina Francesca, 11 anni, grande tifosa del fratellone e della Fiorentina. «Sì, lei è la mia prima sostenitrice, però io sono interista», ci tiene a precisare. Ama la tecnologia e da poco si è diplomato in Informatica. Ha una mente matematica, fredda, e non si fa prendere dai facili entusiasmi. La sua rete ha salvato il Pescara e ha fatto impazzire di gioia papà Salvatore, carabiniere, e mamma Edi, dipendente di un centro commerciale. «Sono felice, felicissimo. Ho appena acceso il mio smartphone e sto ricevendo tanti messaggi. Ecco, finora ne sono una cinquantina».

Ora quella maglia numero 32 finirà in bacheca. «Me la tengo stretta e presto l’appenderò a casa». Un gol così pesante non si può dimenticare. «E’ stato un premio bellissimo. Lavoro duramente in tutti gli allenamenti e sono contento che il mister abbia puntato su di me. A gennaio potevo andare via, ma ho deciso di restare perché mi trovo benissimo».

Tutto bello, tranne il pareggio. «Non siamo entrati in campo come al solito. Atteggiamento diverso e la gara è iniziata subito male con il loro gol. Diciamo l’atteggiamento sbagliato che nel calcio si paga», continua Cappelluzzo, che pensa già alla prossima gara. «Dobbiamo vincerla», evidenzia, prima di ringraziare Oddo. «Grazie per la fiducia, ma adesso devo solo lavorare e farmi trovare pronto ogni volta che verrò chiamato in causa». E Massimo Oddo ha sempre creduto in lui, dicendo spesso che tra un paio d’anni il ragazzino di Pienza diventerà un bomber importante.

«Abbiamo sbagliato completamente l’approccio alla gara», Ahmad Benali non usa mezzi termini. «Primo tempo inguardabile», continua il centrocampista del Pescara. «Se entri in campo così è giusto che non vinci la partita. Siamo entrati in campo male, a Cagliari invece con l’atteggiamento giusto. Nel primo tempo abbiamo sbagliato tanto».

Valerio Verre è scuro in volto e ha poca voglia di parlare, specie del parapiglia finale. «Non siamo entrati in campo con la testa giusta e diventa ancora più difficile se trovi degli avversari che si chiudono bene in difesa», è il primo commento della mezzala, che è andato vicinissimo al gol della vittoria a pochi spiccioli dalla fine. «Peccato, potevo fare gol. Quest’anno sono abbastanza sfortunato». Mente proiettata alla sfida di martedì con il Trapani. «Ci dobbiamo ritrovare, questo non è il vero Pescara. Ritroviamoci e poi arriveranno anche i risultati».

Il Crotone vola e stacca il Delfino, ma anche dietro le inseguitrici guadagnano punti. «La classifica non dobbiamo guardarla. Non bisogna pensare al Crotone, ma solo a noi stessi».

Dalla sponda ascolana si intravede Daniele Cacia, il bomber corteggiato anche dal Pescara in estate. «Il risultato è giusto», dice. «Nel primo tempo meglio noi, poi nella ripresa i biancazzurri hanno avuto 3-4 occasioni importanti. In estate ho rifiutato il Pescara? Solo un pazzo può rifiutare. Diciamo che ci sono state delle dinamiche di mercato diverse, ma io non ho rifiutato nulla».

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